Maronti, sequestro “Le Fumarole”: lo storico lido non riaprira’. La famiglia: “La nostra storia, per ora, si ferma qui”


Dopo 60 anni di storia, quest’estate “Le Fumarole – Da Nicola” non riaprirà. Lo storico stabilimento sulla spiaggia dei Maronti, a Barano d’Ischia, è stato posto sotto sequestro preventivo nel dicembre del 2025. 

Le accuse mosse dalla Procura sono pesanti: lottizzazione abusiva e trasformazione orografica irreversibile del territorio. Accuse recepite dal gip che ha firmato il decreto di sequestro. “Il gip ritiene esistente il Fumus, in riferimento a tutti i reati contestati e decisamente concreto ed attuale il pericolo che la libera disponibilità del bene immobile possa protrarre ed aggravare le conseguenze dei reati essendo presente uno stravolgimento dell’assetto del territorio ed un vulnus della tutela dell’ambiente e del paesaggio”, si legge nel provvedimento. Da qui il sequestro preventivo delle aree site nel Comune di Barano d’Ischia, in località Spiaggia dei Maronti.

Ad annunciare lo stop è stata la famiglia proprietaria, terza generazione alla guida del lido che per decenni ha ospitato il jet set internazionale tra attori, cantanti e calciatori. Lo ha fatto con un post affidato ai social, un lungo e sentito commiato alla clientela.

“Potremmo raccontarvi di quando nostro nonno ci faceva vedere le foto e ci raccontava di quando andò alle Fumarole, ed aveva solo 10 ombrelloni e una pala per fare le sabbiature. Potremmo raccontarvi che sempre lui per fare la selezione della clientela aveva sempre il portone chiuso, oppure di quando ogni inverno il mare ci distruggeva e puntualmente le nostre madri ed i nostri zii erano lì pronti a ricostruire per iniziare una nuova stagione. Potremmo raccontarvi di quando è venuto a mangiare da noi Diego Armando Maradona, per citare solo uno tra le celebrità che sono passate nel corso dei nostri 60 anni di storia, ma oggi non lo faremo”.

“Quest’anno dopo 60 anni non avremo nulla da raccontare. Le nostre cucine non si accenderanno, i nostri sorrisi non brilleranno più nel vedervi arrivare, e la nostra storia per ora si ferma qui, davanti alla sentenza di un giudice, davanti alla giustizia se così si può chiamare di questo paese, che in questo momento taglia le gambe alla terza generazione di un’attività che da anni veniva gestita con l’amore, la passione, la dedizione e i sacrifici che solo chi l’ha vissuto può comprendere”.

“Oggi ci saremmo dovuti riabbracciare ed invece ci scusiamo con voi tutti per non esserci. Vi salutiamo uno ad uno e vi ringraziamo per esserci stati e averci resi quello che siamo, con la speranza che un giorno ci rivedremo, di nuovo da Nicola alle Fumarole”.

Si chiude così, almeno per ora, la storia di uno dei luoghi simbolo dell’estate ischitana.

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