Luca Terenziani, il camminatore del Sentiero Italia: “Ischia è una meraviglia, variazione che rifarei mille volte”


ISCHIA – Tre giorni sull’isola, una tenda, uno zaino da quasi venti chili e la voglia di seguire il cuore più che la traccia del percorso.

di Elena Mazzella

Luca Terenziani, il camminatore affetto da due malattie autoimmuni che sta attraversando l’Italia a piedi lungo il Sentiero Italia CAI, ha deciso di concedersi una deviazione speciale: salire sul Monte Epomeo e scoprire Ischia dall’alto, dopo aver completato l’Alta Via dei Monti Lattari.

«La vedevo dall’alto e non ho resistito» racconta. «Anche se non c’entra nulla con il Sentiero Italia, ho voluto fare una variazione personale. Come quando, lo scorso agosto, sono salito fino alla Capanna Margherita sul Monte Rosa: non era prevista, ma era lì, e ci sono andato».

Luca Terenziani, 42 anni, originario del Feltrino e residente in Trentino, è un ex runner agonista che ha trasformato la sua vita in un cammino continuo. Da maggio 2025 sta percorrendo il Sentiero Italia CAI, uno dei trekking più lunghi del mondo: oltre 7.000 chilometri dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna, attraversando tutte le regioni italiane.

Arrivato sull’isola domenica 26 aprile, Terenziani ha montato la tenda, ha percorso i sentieri interni e ha raggiunto la vetta dell’Epomeo, 790 metri di roccia verde e panorami che abbracciano tutto il Golfo di Napoli. «Una vista a 360°, un tramonto spettacolare e un’alba che non dimenticherò» scrive nei suoi aggiornamenti quotidiani di un progetto ambizioso: completare l’intero Sentiero Italia in un’unica soluzione, impresa riuscita finora solo a pochissime persone.

Dopo tre giorni di esplorazione, condividendo sui social le foto dei posti iconici dell’isola, dal mare ai monti, ieri pomeriggio ha lasciato l’isola per rientrare sulla terraferma. «Oggi giornata di riposo, domani riparto da Contrada per continuare il Sentiero Italia» annuncia.
Nel frattempo gli sono arrivati i farmaci biologici per le due malattie autoimmuni con cui convive e un nuovo paio di scarpe: «Per una volta la logistica ha funzionato alla perfezione, soprattutto per i farmaci».

«Ischia è bellissima» conclude. «Ne è valsa davvero la pena fare questa variazione. Non so se farò altre deviazioni mentre scendo verso il Sud… ma vedremo cosa mi dice il cuore».

Chi è Luca Terenziani

Luca Terenziani, 42 anni, originario del Feltrino e residente in Trentino, è un ex runner agonista che ha trasformato la sua vita in un cammino continuo. Da maggio 2025 sta percorrendo il Sentiero Italia CAI, uno dei trekking più lunghi del mondo: oltre 7.000 chilometri dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna, attraversando tutte le regioni italiane.

Cammina in totale autonomia, con tenda, fornello e uno zaino che oscilla tra i 19 e i 20 chili. Documenta ogni tappa sui social, dove migliaia di persone seguono il suo viaggio fatto di panorami, fatica, incontri e riflessioni.

Il suo motto è semplice: “Non bisogna timbrare il cartellino. E non è una gara.”

Per questo, lungo il percorso, si concede deviazioni personali: salite extra, cime che lo attirano, luoghi che vuole conoscere. Ischia è una di queste.

Il viaggio lungo il Sentiero Italia

Il suo progetto è ambizioso: completare l’intero Sentiero Italia in un’unica soluzione, impresa riuscita finora solo a pochissime persone.

È partito il 18 maggio 2025 dal confine sloveno.

Ha attraversato tutto l’arco alpino con quasi 90.000 metri di dislivello positivo.

In autunno si è fermato a Pontremoli per un problema alla schiena, dopo 2.862 km.

Ha ripreso il cammino dopo fisioterapia e allenamento mirato.

Ora, dopo la parentesi ischitana, ripartirà dalla Campania per proseguire verso Basilicata, Calabria, Sicilia e infine risalire tutta la Sardegna fino alla Gallura.

Un viaggio che è anche un messaggio

Terenziani convive con due malattie autoimmuni e lo racconta senza retorica: camminare è il suo modo di ascoltare il corpo, di trovare equilibrio, di vivere il tempo con lentezza. Il suo viaggio è diventato un fenomeno seguito da migliaia di persone proprio per questo: autenticità, libertà, resilienza.

«Questo è il trekking più bello della mia vita» scrive. «E finché posso, vado avanti».

Grazie Luca, e buona strada sul sentiero della vita!

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