LACCO AMENO. Domenica 10 maggio il Lido Ulisse ospiterà una giornata di sport, memoria e condivisione promossa dal Gruppo Giovani di Lacco Ameno dal titolo Vuzzariell a Rimm
L’appuntamento è alle ore 11:00 presso. Il lido Caronte per formare le squadre prima del via alla gara.
La competizione è aperta a SUP, canoe, mosconi di salvataggio, gozzi a remi e pedalò. Ogni equipaggio sarà composto da un timoniere e due vogatori. Chi non ha un’imbarcazione potrà usare quelle messe a disposizione dall’organizzazione.
L’iniziativa, completamente apolitica, nasce per coinvolgere i giovani riscoprendo storie e valori dell’isola. Questa prima edizione è dedicata a Maria De Siano, storica timoniera delle gare di gozzi tra Lacco Ameno e Casamicciola, simbolo di passione e rinascita.
“Un’occasione per stare insieme, fare sport e tenere viva la memoria della nostra comunità”, spiegano gli organizzatori.
Maria De Siano: il mare come destino, il coraggio come eredità
Ci sono vite che sembrano nascere già legate a un elemento, come se il destino avesse scelto per loro una strada precisa. Per Maria De Siano quel destino aveva il colore del mare.
Maria nasce il 16 aprile 1934, in una piccola e umile casa affacciata sul mare di Lacco Ameno, proprio accanto a quello che oggi è conosciuto come il rifugio dei pescatori. E forse non è un caso che la sua storia inizi lì, dove la terra finisce e il mare comincia: perché tutta la sua vita sarebbe stata un continuo dialogo con quell’orizzonte.
Figlia di Michele e di Maria, cresce in una famiglia numerosa, con tre sorelle e tre fratelli, penultima di sette figli. Le sue radici raccontano già molto di lei: nipote del poeta Baldassarre, di origine sorrentina, uomo che sull’isola si fece notare per la sua sensibilità e il suo talento; figlia di Maria, una delle più grandi ricamatrici di Lacco Ameno, donna colta, istruita e raffinata, le cui opere hanno adornato persino la Chiesa di Santa Restituta.
Da quella famiglia Maria eredita la forza delle mani e la profondità dello sguardo: dalle mani della madre impara il lavoro, la precisione, l’arte del cucire, diventando sarta; ma dal mare impara qualcosa di ancora più grande: la libertà.
Perché il mare, per Maria, non è mai stato solo un luogo. È stato passione, richiamo, casa.
Lei e sua sorella Restituta, appena riuscivano a ritagliarsi un momento libero dopo aver aiutato la famiglia, correvano verso il mare. Era lì che trovavano spazio per sognare, respirare, sentirsi vive.
Ed è proprio quella passione che, a soli 13 anni, la spinge a prendere parte a una storica gara organizzata dal Comune di Lacco Ameno: la traversata Lacco Ameno–Casamicciola, dove Maria partecipa come timoniera, in un’epoca in cui il mare era ancora fatica, sacrificio e appartenenza.
Siamo nel secondo dopoguerra, in anni in cui Lacco Ameno cercava di rialzarsi, di ricostruire sé stessa tra povertà, dignità e speranza. In quel contesto storico, il mare non era soltanto bellezza: era lavoro, sopravvivenza, identità.
E Maria, piccola di statura ma immensa nello spirito, riuscì a imporsi con il suo coraggio, guidando quella barca con la sicurezza di chi il mare lo conosceva da sempre.
Poi la vita la porta altrove, come fa il vento con le barche.
Si sposa giovane, diventa madre di sette figli, dedicando tutta sé stessa alla famiglia, sacrificando sogni e desideri personali, come molte donne della sua generazione.
Ma ci sono passioni che non si spengono.
Maria non ha mai smesso di guardare il mare con gli occhi di chi continua a credere nella libertà. Perché il mare, come la vita, sa essere dolce e crudele: a volte calmo, capace di accarezzarti; altre volte gigante, feroce, amaro come il sale sulle ferite.
E forse è proprio questa la metafora più potente della sua esistenza.
Maria De Siano è stata questo: una donna minuta, coraggiosa, solare, capace di reinventarsi senza mai tradire sé stessa, portando dentro il mare come si porta dentro una memoria viva.
Si può pensare che un cuore piccolo, come quello di una donna semplice, non possa contenere l’infinito.
E invece sì.
Perché certe donne l’infinito lo custodiscono dentro.
Come il mare.
Immenso, profondo, inquieto, generoso.
E Maria, quel mare, non lo ha soltanto amato.
Lo ha vissuto.
Lo ha attraversato.
Lo ha vinto.
E oggi il suo ricordo torna a navigare tra noi, non solo come memoria di una vittoria, ma come simbolo di una generazione di donne che, in silenzio, hanno saputo tenere il timone della vita.






