NAPOLI. Reti abbandonate, travi in ferro, blocchi di cemento e copertoni. Un vero e proprio “cimitero” di rifiuti speciali giaceva sui fondali dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella e nel tratto di mare al largo di Ischia. A liberarlo è stato il 2° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Napoli.
L’operazione ha portato al recupero di circa 15 metri cubi di materiali pericolosi per la biodiversità: dalle attrezzature da pesca disperse ai resti edili, fino a ombrelloni finiti in mare. Detriti che da anni soffocavano l’ecosistema, mettendo a rischio pesci, posidonia e habitat protetti.
Le immersioni proseguiranno nei prossimi giorni con l’obiettivo della bonifica totale. L’attività rientra nel piano di tutela delle aree marine più sensibili del Golfo.
“Proteggere il mare è un dovere di tutti”, ricordano dalla Guardia Costiera. Un monito che arriva insieme ai risultati concreti di chi ogni giorno difende il blu.







