Il focolaio di epatite A in Campania registra un nuovo sviluppo preoccupante: alcuni mitili allevati a Varcaturo sono risultati positivi al virus, confermando i timori delle autorità sanitarie e ampliando il raggio dell’emergenza che già coinvolge le aree di Bacoli e Nisida. La notizia arriva dalle analisi condotte sugli allevamenti locali, che hanno individuato otto campioni contaminati, tra cui sette di cozze e un’ostrica
Il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 2 Nord ha invitato i sindaci del territorio a emanare ordinanze urgenti per vietare il consumo di frutti di mare crudi, ritenuto al momento il principale fattore di rischio per la diffusione del virus. La misura segue quella già adottata dal Comune di Napoli, che ha imposto lo stesso divieto a tutela della salute pubblica Teleclub Italia.
Nel solo territorio dell’ASL Napoli 2 Nord si contano 76 casi accertati di epatite A, un numero che conferma l’espansione del focolaio e la necessità di interventi immediati per contenere il contagio
Possibile contaminazione delle acque
Le prime ipotesi degli esperti indicano una probabile trasmissione orofecale, cioè il contatto dei mitili con acque reflue contaminate. Una possibilità che trova riscontro nelle segnalazioni, avanzate da tempo da residenti e attivisti, riguardo alla rottura della condotta fognaria in via Madonna del Pantano, proprio nell’area di Varcaturo. Le verifiche sulle acque e sugli impianti di depurazione sono in corso, mentre la Regione ha intensificato i controlli lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi, già sotto osservazione per l’aumento dei casi in tutta la Campania
Un fenomeno in crescita regionale
Il quadro regionale conferma la gravità della situazione: in Campania sono stati registrati 133 casi complessivi dall’inizio dell’anno, un incremento che ha spinto le autorità a rafforzare la sorveglianza epidemiologica e le misure di prevenzione, soprattutto nei territori costieri e nelle zone di produzione dei frutti di mare ANSA.
Una situazione da monitorare con attenzione
Il focolaio di epatite A non riguarda solo la sicurezza alimentare, ma anche la gestione delle infrastrutture idriche e fognarie, la qualitĂ delle acque e la capacitĂ di risposta delle istituzioni locali. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le misure adottate riusciranno a contenere il contagio e a proteggere la salute dei cittadini.










