Un pomeriggio di confronto intenso e partecipato ha animato il Bar del Sole di Ischia, dove sabato 14 marzo 2026 il Comitato per il NO al Referendum Costituzionale sulla Giustizia – Isola d’Ischia ha riunito avvocati, cittadini e studiosi per discutere le “ragioni del NO”. L’iniziativa ha registrato una grande affluenza, segno di un interesse crescente della comunità isolana verso una riforma che tocca in profondità gli equilibri istituzionali del Paese.



A moderare l’incontro è stato il Prof. Mario Sironi, che ha guidato il confronto con ritmo e rigore, offrendo spunti di riflessione che hanno acceso il dibattito in sala. Sironi ha insistito su un punto centrale: la riforma non è un intervento tecnico, come spesso viene presentata dai sostenitori del Sì, ma una scelta politica che incide direttamente sull’architettura costituzionale. Secondo il professore, leggere la riforma come un semplice aggiustamento procedurale significa ignorarne la portata reale: una ridefinizione degli equilibri tra poteri dello Stato che merita attenzione e prudenza.
Il cuore dell’incontro è stato affidato agli interventi di tre avvocati del foro di Napoli, ciascuno portatore di un’analisi diversa ma convergente nella conclusione. L’Avv. Mauro Buono ha offerto una ricostruzione giuridica puntuale, mettendo in guardia dal rischio di creare una sorta di “super‑poliziotto”, una concentrazione di poteri che altererebbe i delicati bilanciamenti su cui si fonda lo Stato di diritto. Una deriva, ha sottolineato, tutt’altro che teorica e incompatibile con le garanzie costituzionali.
L’Avv. Mariangela Calise ha denunciato l’“ipocrisia” della riforma, che promette di risolvere i problemi della giustizia senza affrontarne davvero le cause strutturali. Ha inoltre chiarito un equivoco diffuso nel dibattito pubblico: la responsabilità civile dei magistrati e l’illecito disciplinare sono istituti distinti, con funzioni e logiche diverse. Confonderli, come rischia di fare la riforma, genera aspettative infondate e non migliora il funzionamento del sistema giudiziario.
L’Avv. Luigi Telese ha scelto una metafora semplice ma incisiva: la Costituzione come un orologio, un meccanismo complesso in cui ogni ingranaggio è essenziale. Alterarne uno solo può compromettere l’intero equilibrio. Un’immagine che ha colpito il pubblico e sintetizzato con immediatezza la delicatezza di ogni intervento sulla Carta fondamentale.
L’incontro al Bar del Sole ha mostrato una cittadinanza attenta, partecipe e desiderosa di comprendere a fondo le implicazioni del referendum. Il Comitato per il NO ha annunciato che seguiranno nuovi appuntamenti per approfondire ulteriormente i temi della riforma e favorire un voto consapevole.










