TUTTE LE ZONE A RISCHIO SUL TERRITORIO ISOLANO SECONDO GLI STUDI DEL PROF. ANIELLO DI IORIO

Continuano gli studi del prof. Aniello Di Iorio sul territorio dell’isola d’Ischia.

VIA CORBARO

02.12.22: ho potuto dare uno sguardo nel comune di Forio per verificare eventuali emergenze! Anche qui vi sono state innumerevoli frane! La maggior parte si tratta di muri a secco che si sono riversati sulla strada! In località Corbaro blocchi in bilico perenne, si sono staccati dalla montagna ed hanno travolte alcune case. In ogni caso vi sono altri massi di diversi metri di spessore che sono in bilico sulla montagna. Quindi o bisogna rimuovere i blocchi e mettere in sicurezza la montagna o le case.

VIA BORBONICA

02.12.22: ho dato uno sguardo alla frana caduta nel comune di Forio all’inizio della Via Borbonica circa 500 metri da Piazza Fango (direzione Forio). Anche qui vi sono stati stacchi di materiali dalla montagna che sono stati portati a valle. La frana ha perso la sua forza, insomma frenata da terrazzamenti con coltivazione a vite (indicati in foto con linee rosse!). Una frana mette in posto altre frane, cioè una frana facilità il formarsi di altre frane! Quindi qui il materiale franato deve essere al più presto rimosso! Per 2 motivi, primo si riattiva la funzione dei terrazzamenti che possono frenare eventuali altre frane! Secondo il materiale presente sui terrazzamenti può facilmente scivolare a valle ed arrivare sulla via Borbonica, forse travolgendo case!

CAVA SINIGALLIA

04.12.22: anche se la maggior parte dei detriti all’imbocco della cava Sinigallia (ex Terme Piro!) sono stati rimossi, al disopra di essa pende la spada di Damocle. Nel vallone che sovrasta la mega diga che ha in parte frenato la frana, vi sono ancora diversi blocchi che attendono di scendere a valle. Lungo le pareti della cava Sinigallia, inoltre, vi sono diverse frane che hanno sversato abbondante materiale nel vallone. Seguendo il canalone si notano antiche griglie e gabbioni per poter proteggere la montagna! Qui l’intervento recente con i gabbioni (forse installati dopo la frana del 2009) non è servito ad evitare la catastrofe della discesa a valle di grandi quantità di massi e di terriccio. Sarebbe opportuno che, chi è di competenza, verifichi in luoghi al più presto!

CAVA ERVANIELLO

04.12.22: A tutt’oggi anche la Cava Ervaniello non è stata ancora messa in sicurezza. Il tappo che ostruisce in percorso dell’acqua con innumerevoli alberi e massi non è stato ancora liberato. Con forti piogge si forma al di dietro del tappo un laghetto che con lo straripare inonda Piazza Bagni, portando con se non solo acqua, ma anche massi, detriti e terriccio! A monte la situazione non è comunque delle migliori. Anche qui ad innumerevoli parti vi sono distacchi di materiale che si è accumulato nel letto del vallone. Alle prossime piogge è probabile che si staccheranno ancora nuove frane ed insieme al materiale già accumulato nel vallone precipiterà a valle. Purtroppo non mi è stato possibile verificare la quantità di materiale ancora accumulata nel vallone che alla prima acquazzone potrebbe inondare di nuovo Piazza Bagni. Con la grande quantità di acqua e la massa di materiale che si è spostata verso valle sono ritornate in superficie delle opere monumentali costruite in tempi passati per regimentare la quantità di acqua che raggiungeva il mare!

05.12.22: diverse frane, alcune molto recenti, hanno interessato la Cava Ervaniello. Gli alberi non rendono chiara la situazione sul luogo. Infatti non si vede se il materiale scivolato dalle pareti della cava sia già tutto arrivato a valle senza creare accumuli! In caso vi siano accumuli lungo il corso del ruscello, che si forma durante intense piogge, il materiale accumulato precipita a valle in un colpo portando con sé tutto ciò che vi è lungo il percorso (massi, auto, case e persone)!

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