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giovedì, Gennaio 20, 2022

STORIE DI BUONA SANITA’: IL RACCONTO E IL RINGRAZIAMENTO DI ALESSIA AI MEDICI ISCHITANI

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Mi faceva piacere ringraziare, in qualche modo, dei medici che mi hanno seguita in una mia vicenda delicata. La mia storia dolorosa inizia con un test positivo…di gravidanza. Provate a immaginare la gioia, scintillante, come luci di un albero di Natale. Lo considero, nonostante tutto, un bel regalo di Gesù. Ma come molti sogni era destinato a durare poco. Dolori, macchie, terapia e riposo. Il giorno più triste, il 24. La vigilia. Quale dottore è disponibile la vigilia di Natale? Eppure gli angeli esistono. Perché per me lo sono stati. Il pediatra, Vincenzo D’Ambrosio, che mentre guidava, si è fermato per strada per cercare il numero di un professionista disponibile. E lui, V. Regine, che prima per telefono ha dimostrato la sua professionalità e profonda umanità e poi di persona ricevendomi la mattina di Natale pur non essendo sua paziente. Avete letto bene, la mattina di Natale. Mi ha visitata, mi ha indirizzata, senza risparmiarmi i suoi dubbi circa le diagnosi precedenti. In utero non c’era nulla. Era probabilmente extra uterina. Incompatibile con un proseguimento sano e sicuro per la mia salute. Nonostante tutto mi ha rassicurata, asciugando le mie lacrime (non me ne vergogno) che scendevano copiose. Con la sua vicinanza mi ha fatto vivere un “sereno” pranzo di Natale, consapevole che in qualunque momento avrei potuto contare su di lui. Tutto questo gratuitamente, senza nulla a pretendere. I suoi dubbi hanno poi trovato conferma grazie alla maestria di Elena Ferrandino, terzo angelo, che mi ha visitata di lunedì, alle 8 nonostante non avessi l’appuntamento. Questi tre angeli hanno seguito la mia vicenda, la mia operazione, sostenendomi a distanza con la loro professionalità. Ringrazio infine tutti i professionisti del Rizzoli, il dottor M. Santagata che mi ha operata, il dottor Rando per la sua gentilezza, l’ostetrica Valentina, e l’infermiera Monica, che come una mamma, si è presa cura di me durante il ricovero. Non è facile raccontarsi, specie quando il dolore è ancora vivo, ma non potevo tenere questa esperienza per me. Alessia

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