martedì, Luglio 16, 2024
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ISCHIA, LA BIBLIOTECA COMUNALE ANTONIANA INTITOLATA A PIETRO GRECO



L’Amministrazione Comunale d’Ischia intitola la Biblioteca Comunale Antoniana al nostro concittadino scrittore, giornalista ed autore radiotelevisivo dedito al mondo della scienza

di Agostino Mazzella – Pietro, come tanti di noi l’abbiamo sempre chiamato, ha vissuto con la sua famiglia al Porto d’Ischia per oltre trent’anni, fino a quel triste diciotto dicembre del 2020, in cui improvvisamente ci ha lasciati. Eppure, scommetto che molti ischitani non lo conoscano affatto. Un pò per colpa sua, per quel suo tratto così mite e sempre attento all’altro. Benché oltre modo esperto nel campo dei media, non ha mai amato porsi in mostra … una qualità quanto mai rara in tempi in cui viene messa nella vetrina dei social anche la propria vita intima! Ma forse un pò anche per colpa nostra, troppo attenti alla cronaca spiccia e piuttosto distratti sul fronte dell’impegno civile e culturale. Ed è proprio su questo fronte che invece Pietro ha speso la sua vita di intellettuale, che, pur avendo ovviamente una sua visione delle cose, ha sempre scansato le posizioni assertive, anteponendo il dialogo ed il confronto fruttuoso.

Sempre in viaggio in Italia e all’estero per portare dappertutto le sue competenze di giornalista scientifico, storico della scienza ed esperto di politica della ricerca, ma soprattutto per portare il suo metodo di lavoro dialogico e transdisciplinare, orientato ad una visione olistica del sapere. Grazie alla sua preparazione a 360° non ha mai incontrato difficoltà ad intervistare e dialogare con studiosi di fama mondiale e premi Nobel, come in una delle sue ultime apparizioni in pubblico, pochi giorni prima della sua partenza, in cui era accanto a Giorgio Parisi, che qualche mese dopo avrebbe ricevuto il Nobel per la fisica.

Pietro è nato a Barano il 20 aprile 1955 ed ha frequentato, con tanti di noi, il Liceo Classico Statale “G. Scotti” di Ischia, per poi laurearsi nel 1983 in Chimica presso l’Università “Federico II” di Napoli. Dopo i primi anni come ricercatore presso l’Istituto di Ricerca e Tecnologia dei Polimeri del CNR di Arco Felice (Na), si è dedicato a tempo pieno all’attività di giornalista, pubblicando su varie testate, tra cui l’Unità (dal 1988 al 2014) con ben 1500 articoli, di cui una selezione è stata pubblicata su La scienza sui giornali Editore Carocci nel 2021. Dal 1990 ha iniziato la sua collaborazione di giornalista e scrittore con la rivista culturale quindicinale Rocca della Pro Civitate Christiana di Assisi. Nel 1996, insieme a C. Bernardini e F. Prattico, ha fondato la prima testata giornalistica italiana on line: Galileonet. Successivamente ha partecipato alla fondazione di numerose altre riviste on line, divenendone anche direttore, come per “Scienza & Società” edita dal Centro Pristem dell’Università Bocconi e “Scienzainrete” di Milano; più recentemente, dal 2018 è stato caporedattore della testata web dell’Università di Padova, il Bo Live. Da divulgatore scientifico ha lavorato in numerose rubriche radiotelevisive di successo: conduttore veterano, dal 2003, del programma radiofonico “Radio3Scienza” in onda sulla terza rete radiofonica della Rai, e in varie trasmissioni televisive della RAI, come coautore e direttore scientifico del programma televisivo in 20 puntate “Pulsar: Storia della scienza e della tecnica nel XX secolo” trasmesse tra il 1998 ed il 2000 (riprodotte anche su DVD dalla rivista “Le Scienze”, Roma, versione italiana di “Scientific American”). 

Da convinto sostenitore del concetto di “cittadinanza scientifica” ha dedicato la propria vita allo sviluppo e alla strutturazione dei sistemi di comunicazione della scienza. In un suo articolo del 2001 affermava: «Se nella società industriale il valore delle merci scambiate era la somma del costo delle materie prime e del costo del lavoro fisico necessario per trasformare, oggi il valore di una quantità crescente e sempre più egemone delle merci e dei servizi è dato dalla quantità di conoscenza incorporata. Il costo del computer con cui chi scrive sta componendo questo articolo, per esempio, non è dato dai pochi spiccioli necessari per procurarsi la plastica, il silicio e le terre rare di cui è materialmente costituito e neppure dal costo del lavoro degli operai che hanno assemblato le varie componenti ma dalla quantità di conoscenza informatica che esso contiene.»Da attento studioso dei processi socioeconomici legati al rapido progresso scientifico e tecnologico, ha sempre rivendicato la necessità di facilitare nella cittadinanza un maggiore accesso alla conoscenza scientifica ed una crescita nella consapevolezza dei reali vantaggi e rischi che essa apporta nelle comunità, favorendo un’ampia partecipazione ai processi decisionali per realizzare una “democrazia della conoscenza”. In tale ottica i grandi problemi dell’umanità quali la pace, il disarmo nucleare, la mitigazione della crisi climatica, la tutela dell’ambiente e le questioni etiche legate alla vita, necessitano – a suo avviso – di un responsabile e costruttivo confronto tra i decisori politici, gli esperti, i tecnici ed i cittadini, questi ultimi in quanto consapevoli attori del proprio destino. Intravedendo in queste relazioni una prospettiva per una maggiore giustizia e benessere, su “Scienze in rete” del 2015 scriveva: «L’insieme di queste relazioni forma una rete grazie alla quale la società della conoscenza, attingendo a quella risorsa infinita che è appunto la conoscenza … cessa di generare la maggiore quantità di ricchezza materiale e la maggiore quantità di ingiustizia mai prodotte dall’uomo – e inizia a realizzare l’ideale che Francis Bacon poneva all’inizio del Seicento come valore fondamentale della nuova scienza: la scienza non deve essere a vantaggio di questo o di quello, ma dell’intera umanità.»  E’ stato anche uno scrittore molto prolifico, con settantanove libri a sua firma, altri cento in collaborazione ed oltre duemila articoli, in una produzione che va dalla divulgazione dei temi di attualità della scienza e di politica della ricerca, alla storia del pensiero scientifico, con numerose biografie di illustri scienziati di oggi e di ieri, curando – tra l’altro – anche un’opera enciclopedica in 5 volumi di storia della scienza europea. Nel 2012 un brano tratto da un suo scritto è stato proposto insieme a quelli di H. Jonas, P. Levi, L. Sciascia e M. Hack nella traccia d’italiano dell’esame di stato di scuola superiore. Esperto di problemi di finanziamento e di governance della ricerca scientifica, in quanto tale è stato consulente del Ministero della Ricerca Scientifica tra il 2006 ed il 2010. Non si è mai stancato di battersi affinché fossero destinati maggiori risorse al mondo della ricerca, convinto che una crescita nella conoscenza scientifica corrisponda ad un investimento per un futuro migliore, soprattutto se si associano al valore di mercato della conoscenza anche i valori dello sviluppo umano. Grazie alle sue riconosciute competenze nelle più diverse problematiche che investono il mondo della ricerca scientifica e alla vasta esperienza condotta nel campo del giornalismo e della divulgazione scientifica, a partire dagli anni novanta, è stato cofondatore del Master post-laurea in Comunicazione della Scienzapresso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e successivamente ha dato vita a varie scuole di giornalismo e di comunicazione della scienza. Ha diretto ed ideato numerosissimi convegni ed iniziative culturali orientate alla diffusione delle conoscenze scientifiche. Prolifica la sua attività di studioso e docente in diverse università italiane e straniere, tra cui La Sapienza di Roma, la Bicocca di Milano e la Federico II di Napoli.

Tra un viaggio e l’altro per le tante incombenze professionali che lo hanno portato in giro per il mondo, non ha mai dimenticato la sua terra natale, alla quale ha dedicato il suo impegno civile e culturale. Instancabile promotore di convegni, studi e conferenze, molte anche in qualità di presidente del Circolo “G. Sadoul” e gran parte di esse si sono svolte proprio nella biblioteca che oggi gli viene intitolata. Grazie alla sua rete di rapporti internazionali abbiamo potuto ascoltare lezioni tenute da grandi studiosi di fama che difficilmente saremmo stati in grado di intercettare, con i quali lui riusciva ad intrattenere relazioni non solo professionali, ma anche autenticamente amicali. Nell’impegno concreto per la crescita culturale e civile della nostra comunità isolana, dal 2008 ha coinvolto gli studenti liceali nelle edizioni annuali dei convegni “Scuola Scienza e Società”, un’esperienza formativa della durata di più giorni, in full immersion, in un luogo di incontro tra diversi saperi che si contaminano nel dialogo e nella condivisione di un cammino comune. Nella edizione del convegno di “Scuola Scienza e Società” del 2013 lancia l’idea di “Ischia patrimonio culturale e naturale dell’umanità”, facendosi promotore dell’ardito progetto di vedere riconosciuta l’isola come “Patrimonio UNESCO”, al fine anche di assicurarle un futuro migliore per la tutela delle sue ricchezze paesaggistiche, artistiche e culturali.

Nella pubblicazione successiva degli atti di questo convegno così descriveva la sua isola: “Ischia ha mille possibilità di trovare il miglior equilibrio tra la sua natura (natura costruita) e la sua cultura. Non ha che l’imbarazzo della scelta. Potenziare le sue strutture sulla ricerca in biologia marina e/o in geofisica. Puntare come a Pollenzo sull’enogastronomia. Proporsi come luogo di incontro (e di studio interdisciplinare) della cultura mediterranea. Deve solo acquisire consapevolezza del suo passato e del suo presente, per costruire il suo futuro desiderabile e sostenibile. La speranza è che guardandosi e proponendosi come patrimonio “naturale e culturale” dell’umanità questa consapevolezza la acquisti al più presto. Prima che sia irrimediabilmente tardi.” (Ischia, Patrimonio dell’Umanità – Natura e Cultura Ed. Doppiavoce Napoli 2014).

Il progetto di Pietro è stato ulteriormente approfondito dall’Amministrazione Comunale col contributo anche di esperti, traendo spunto anche per l’attuale impegno nel rilancio di un turismo di qualità. Ma al di là dello specifico mi sembra estremamente importante la consegna di responsabilità che Pietro ci fa come suoi concittadini

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