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sabato, Ottobre 1, 2022

ISCHIA E LA PANDEMIA: DUE ANNI DI COVID 19

C. D’Ambra presidente associazione Ingegneri Ischia

Sono orami due anni che con l’associazione ingegneri Ischia mi occupo dell’elaborazione dati del contagio ischitano, abbiamo iniziato raccogliendo i dati forniti dai rapporti emanati con cadenza settimanale dall’ASL Napoli settimanali poi l’introduzione della piattaforma Sinfonia messa a disposizione dalla Regione Campania ai Comuni al fine del tracciamento e monitoraggio dei contagiati ci ha permesso di accedere a molte più informazioni sull’evoluzione dell’epidemia sul territorio ischitano. Il nostro, un servizio gratuito con lo scopo esclusivo di monitorare statisticamente la propagazione del virus sul territorio ischitano, i dati raccolti sono stati fin da subito condivisi tramite il nostro sito con il resto della popolazione. Questi due anni sono stati caratterizzati da forti limitazioni ed abbiamo dovuto cambiare, per forza di cose, nostri comuni comportamenti ed atteggiamenti, anche un semplice abbraccio e un incontro tra parenti ci sono stati negati per evitare la diffusione del contagio, sacrifici e limitazioni con cui la popolazione ha poi imparato a convivere. Diverse sono state le misure restrittive adottate nei due anni; il 2020 primo anno della pandemia ha visto delle misure più severe, un duro lockdown improvviso di circa tre mesi ci ha messo di fronte al duro cambiamento epocale che avremmo di lì a poco dovuto affrontare, una misura efficace che ha notevolmente ridotto la trasmissione del contagio e “salvato “ il sud Italia in quanto arrivato prima di che il virus si diffondesse sul territorio come verificatosi al nord Italia.

Un lockdown che ci ha permesso di passare un’estate relativamente tranquilla, quasi come se il virus non fosse mai esistito, ma i primi giorni di settembre ci hanno riportati alla dura realtà con una crescita dei casi che poi verso novembre ha assunto andamento esponenziale viste anche le diverse misure adottate meno restrittive necessarie a cercare di salvare una economia fortemente compromessa dal primo lockdown. La fine del 2020 e la metà del 2021 sono stati caratterizzati da restrizioni sul via via crescenti in funzione del parametro contagio, fino a che nei primi di maggio, in particolare sull’isola d’Ischia con la campagna Ischia covid free, sono stati introdotti i vaccini ed in pochi mesi è stata vaccinata  quasi l’80 % della popolazione vaccinabile, una mossa azzeccata che ha permesso, come vedremo dai grafici successivi, all’isola di resistere all’invasione di turisti estiva di luglio ed agosto, non poche preoccupazioni hanno caratterizzato questo periodo anche perché non conoscevamo la reale efficacia dei vaccini e vedevamo crescere il numero di contagi e decessi rispetto dovuto ad una popolazione quadruplicata con un solo ospedale capace con fatica di gestire l’epidemia tra i residenti. Ma come dimostrato da studi scientifici ci siamo trovati nell’allora momento di peggiore diffusione del contagio con la massima copertura vaccinale che ci ha permesso di contenere di fatto il numero delle ospedalizzazioni e dei decessi. L’assenza di restrizioni, continui assembramenti e una popolazione quadruplicata, in assenza di una copertura vaccinale massiccia, come quella che avevamo ad agosto, avrebbero senza ombra di dubbio portato ad un collasso del sistema sanitario locale. L’introduzione dei vaccini ha notevolmente ridotto le restrizioni ed il parametroattuali positivi ha quasi perso valore visto un indice di ospedalizzazione notevolmente ridotto rispetto alle ondate precedenti, abbiamo continuato a vivere con quasi l’assenza di restrizioni fino alla fine dell’anno, periodo durante il quale la perdita di efficacia dei vaccini e le varianti hanno di nuovo fatto impennare i contagi seppur per adesso mantenendo basse le ospedalizzazioni.

La diffusione nei sei comuni Ischitani, per le quattro ondate, è stata valutata per mezzo del rapporto contagiati su popolazione residente, la prima ondata caratterizzata da un numero esiguo di tamponi ha visto una maggiore concentrazione nel comune di Serrara Fontana anche e soprattutto per il focolaio scoppiato nella residenza RSA villa Mercede che ha fatto anche registrare un elevato indice di letalità sul territorio. La seconda ondata ha visto percentuali quasi uniformi per i sei comuni indice di una diffusione uniforme su tutto il territorio ischitano, la terza e ed i primi mesi della quarta ondata hanno visto il comune di Forio con percentuali leggermente superiori agli altri comuni ischitani. La misura dell’efficacia delle misure restrittive adottate sul territorio ischitano è stata effettuata confrontando gli andamenti in termini di positivi ospedalizzazioni e decessi per i due anni trascorsi caratterizzati entrambi da due grandi ondate avute in periodi più o meno simili ma con effetti decisamente differenti.

Per il 2020 i picchi sono stati registrati nei mesi di maggio per la prima ondata e novembre per la seconda, illockdown ha determinato una ampiezza di circa 5 mesi tra le due ondate, mentre il 2021 ha visto una presenza quasi costante del virus con una breve tregua per il mese di luglio, sicuramente differente l’andamento degli ospedalizzati e dei decessi nei due anni. Il 2021 ha visto una concentrazione delle ospedalizzazioni nei due mesi di picco con una saturazione dei posti disponibili nel nosocomio lacchese anche i decessi hanno visto una concentrazione nei due periodi indicati. Il 2022 invece è stato caratterizzatoda una presenza costante seppur in termini decisamente ridotti di ospedalizzati, anche i decessi sono stati distribuiti in tutto l’anno solare. Il tasso di ospedalizzazioni registrato nel mese di luglio e agosto del 15%, rappresenta un’anomalia, in quanto mediamente il tasso di ospedalizzazione ischitano si aggira introno al 2-3%, probabilmente l’effetto del vaccino ha reso la maggior parte delle persone asintomatiche e la necessità di non dover chiudere la propria attività ha portato molte persone a non effettuare controlli in merito alla loro positività. Probabilmente la diffusione del virus tra luglio ed agosto la più elevata registrata per il “vecchio covid” sull’isola d’Ischia indice anche l’elevato numero di decessi, circa 8 avuti tra luglio ed agosto.

Una differenza di circa 2000 casi tra i due anni, dovuta anche al diverso numero di tamponi effettuati, novembre per il 2020 il mese con il massimo numero di contagi ed il numero massimo di contagi registrato in un giorno circa 80, agosto e dicembre per il 2021 con i 240 casi in un solo giorno dovuti alle varianti. I dati del contagio fanno riferimento alle persone dichiarate positive da piattaforma sinfonia sulla base della positività registrata da tamponi molecolari, la piattaforma secondo procedura nazionale, non conteggia i contatti diretti che seppur in isolamento e con tampone antigenico positivo risultano asintomatici.

Le previsioni basate su modelli matematici e gli andamenti regionali e nazionali non lasciano presagire nessuna tregua per i mesi di gennaio e febbraio del 2022 che saranno caratterizzati da numeri che non renderanno più significativo il paramento attuali positivi per l’adozione di misure restrittive. Le varianti e la riduzione dell’efficacia vaccinale, ad oggi solo il 46% della popolazione isolana presenta completa copertura vaccinale caratterizzata dalle 3 dosi, determineranno una impennata dei contagi con numeri che dovrebbero raddoppiare o triplicare i numeri della seconda ondata, in crescita saranno anche le ospedalizzazioni e i decessi in considerazione dell’elevata diffusione che caratterizzerà i due mesi. Tuttavia l’implementazione delle somministrazioni delle terze dosi e le nuove cure introdotte dovrebbero limitare di molto la propagazione della pandemia e delle varianti. Grazie alla ricerca ed ai progressi della scienza, rispetto ai due anni trascorsi abbiamo a disposizione strumenti efficacia che ci permetteranno di quantomeno arginare il fenomeno, la scienza ci salverà bisogna solo avere fiducia.

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