domenica, Giugno 16, 2024
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COUNT DOWN PER IL DEBUTTO DEL BUCHNER DI ISCHIA A CESENA  CON “ECUBA” 



Gli interpreti dello spettacolo “Ecuba” con Salvatore Ronga alla regia, allievi del Liceo Buchner di Ischia, iniziano il conto alla rovescia per la sfida che li vede tra i migliori 4 spettacoli prodotti dalle Scuole Superiori italianedurante l’ultimo anno scolastico per il Festival nazionale del teatro scolastico Elisabetta Turroni .

Presentato oggi, nella Sala Morellini del Teatro Bonci di Cesena, da: Carlo Verona, assessore alla Cultura e ai Diritti e alle Politiche delle differenze del Comune di Cesena; Cosetta Nicolini, coordinatrice del Teatro Bonci per Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale; Chiara Guidi, di Societas; e Marco Fabio Rondoni, presidente di Romagna Iniziative; la XXIV edizione del Festival nazionale del Teatro Scolastico Elisabetta Turroni, uno dei più longevi concorsi nel panorama nazionale dedicati al teatro realizzato nelle scuole. Giunto alla sua XXIV edizione, il Festival è promosso da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e dal Comune di Cesena.

4 migliori spettacoli prodotti dalle Scuole Superiori italiane durante l’ultimo anno scolastico arrivano a Cesena per sfidarsi sul palcoscenico delTeatro Bonci: è la XXIV edizione del Festival nazionale del Teatro Scolastico Elisabetta Turroni – in programma dal 7 all’11 maggio 2024 – che ogni anno seleziona, attraverso un bando pubblico a livello nazionale, i più interessanti progetti di teatro scolastico che coniugano qualità della messa in scena, capacità creativa e aderenza ai temi più vicini al mondo dell’adolescenza.

Venerdì 10 maggio al Teatro Bonci la mattinata inizia alle ore 10.00 con lo spettacolo in concorso del Liceo Statale Giorgio Buchner di Ischia, ECUBAdi Euripide adattato e diretto da Salvatore Ronga. A due anni dall’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia, in questa nuova messinscena della tragedia classica il dolore senza tempo delle prigioniere troiane racconta tutti i drammi dei conflitti, passati e presenti, con la forma di un rituale contemporaneo. Una riflessione necessaria sulla violenza della guerra e sulle sue conseguenze, per andare oltre la netta contrapposizione tra vittime e carnefici, vinti e vincitori, che sacrifica la complessità della storia in nome di una illusoria giustizia riparatrice.

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