domenica, Marzo 15, 2026
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Un solo cammino, un solo cuore: Ischia illuminata dai passi dei giovani



La Via Crucis dei giovani ha trasformato Ischia in un fiume di volti, passi, musica e preghiere, unendo due diocesi in un unico grande abbraccio di fede. Nel pomeriggio di sabato 14 marzo, dalle 16:30, centinaia di ragazzi hanno riempito le vie del centro storico, dando vita a un cammino che è stato insieme rito, testimonianza e speranza. A guidare spiritualmente l’incontro, il Vescovo Mons. Carlo Villano, presenza comune e ponte vivo tra le comunità di Pozzuoli e Ischia.

L’arrivo dei giovani della Pastorale Giovanile e Vocazionale di Pozzuoli presso la Parrocchia di Santa Maria di Portosalvo è stato un momento di festa: accolti con calore dai coetanei della Pastorale Giovanile di Ischia, hanno subito dato vita a un clima di fraternità spontanea, fatto di sorrisi, abbracci e quella complicità che nasce solo quando la fede diventa linguaggio condiviso.

Da lì è iniziata la Via Crucis, partita dal convento di Sant’Antonio e snodatasi tra le strade del centro fino al piazzale aragonese, ai piedi del maestoso Castello Aragonese, che al tramonto sembrava vegliare sul cammino dei giovani come un antico custode. Le meditazioni, semplici e profonde, hanno accompagnato ogni stazione, trasformando il percorso in un viaggio interiore, un invito a guardare al dolore del mondo con occhi nuovi.

Il Vescovo Villano ha ricordato che questa Via Crucis non è solo memoria della Passione, ma un gesto di vicinanza verso tutti i giovani che oggi vivono la loro personale croce: chi è colpito dalla guerra, chi affronta la solitudine, chi lotta per un futuro incerto. Camminare insieme, ha sottolineato, significa riconoscersi parte di un’unica famiglia umana, chiamata a non voltarsi dall’altra parte.

La collaborazione tra le Pastorali Giovanili di Pozzuoli e Ischia, ormai solida e feconda, ha trovato in questo evento una delle sue espressioni più belle. Incontri condivisi, cammini comuni, momenti di preghiera vissuti fianco a fianco: tutto concorre a costruire un ponte stabile tra le due diocesi, un ponte fatto di giovani che credono nella forza dell’amicizia e della fede.

Quando il corteo è giunto al piazzale aragonese, il silenzio raccolto dei ragazzi, illuminati dalle ultime luci del giorno, ha raccontato più di mille parole. Era il silenzio di chi ha camminato insieme, di chi ha ascoltato, di chi ha scelto di portare nel cuore il dolore del mondo per trasformarlo in impegno e speranza.

Un successo, sì. Ma soprattutto un segno: che i giovani, quando chiamati, rispondono. E che la fede, quando è condivisa, diventa un cammino che non lascia indietro nessuno.

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