venerdì, Marzo 13, 2026
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Regno di Nettuno, Recuperata una rete fantasma di 300 metri al largo di Ischia: operazione della Nave Gregoretti



Una complessa e delicata operazione di tutela ambientale è stata portata a termine al largo di Ischia, dove la Nave Gregoretti della Guardia Costiera ha recuperato una rete fantasma lunga circa 300 metri, individuata nei mesi scorsi dallo staff dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno. L’intervento, condotto l’11 e il 12 marzo 2026, ha coinvolto anche il nucleo subacqueo della Guardia Costiera ed è stato realizzato in collaborazione con il Reparto Ambientale Marino del Ministero dell’Ambiente, l’AMP Regno di Nettuno e l’ISPRA.  

Una rete da circuizione abbandonata sui fondali

La rete recuperata è una rete da circuizione, tipicamente utilizzata nella pesca industriale per circondare interi banchi di pesci. Rimasta sui fondali, continuava a rappresentare una minaccia per la fauna marina e per l’equilibrio dell’ecosistema. Le reti fantasma, infatti, possono intrappolare pesci, tartarughe, cetacei e danneggiare coralli e habitat sensibili, continuando a “pescare” in modo indiscriminato anche dopo essere state perse o abbandonate.  

Un lavoro coordinato per la tutela del mare

L’operazione è stata resa possibile grazie alla segnalazione dell’Area Marina Protetta e a un lungo lavoro preparatorio. La Nave Gregoretti, insieme ai subacquei specializzati, ha effettuato il recupero in sicurezza, riportando in superficie l’intera rete e rimuovendo così una fonte di inquinamento invisibile ma estremamente dannosa.

Il recupero delle reti fantasma è considerato un intervento prioritario dagli enti ambientali: Il direttore dell’AMP Regno di Nettuno Antonio Miccio afferma: “questi attrezzi rappresentano una delle forme più insidiose di inquinamento marino che la loro rimozione è fondamentale per la salvaguardia della biodiversità e la rigenerazione degli ecosistemi perché con esse si rovina il pescato futuro”.

L’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, che da anni monitora i fondali dell’arcipelago flegreo, sottolinea quindi che operazioni di questo tipo sono essenziali per preservare la ricchezza naturalistica del territorio e contrastare gli effetti dell’inquinamento da attrezzi da pesca.

La rimozione della rete da 300 metri rappresenta un risultato significativo e un segnale concreto dell’impegno congiunto tra istituzioni, enti scientifici e operatori del mare per proteggere l’ambiente marino di Ischia e dell’intero Golfo di Napoli.

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