lunedì, Marzo 9, 2026
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Procida celebra l’8 marzo con il Mediterraneo al centro: tradizioni, identità e un progetto museale dedicato alle donne



La Giornata Internazionale della Donna a Procida si è trasformata in un momento di incontro tra culture, tradizioni e visioni di pace. Un 8 marzo che ha visto protagoniste donne provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo – e non solo – riunite per raccontare, attraverso abiti e testimonianze, la ricchezza delle identità che si affacciano su questo mare comune.

Un ponte simbolico e reale tra i popoli

La manifestazione, ideata e coordinata dalla professoressa Gea Palumbo, è partita dal ponte di Vivara, luogo fisico e metaforico di collegamento tra mondi e culture. Da qui ha preso vita un percorso che ha visto sfilare undici abiti tradizionali rappresentativi di Paesi mediterranei, insieme a quelli del Kurdistan e dell’Afghanistan. Le donne che li indossavano hanno raccontato storie, usi e abitudini dei popoli di appartenenza, offrendo un modo diverso di parlare di nazioni e territori: non attraverso il linguaggio della guerra, ma attraverso quello della cultura, della memoria e della bellezza.

«Il ponte come metafora di collegamento tra i popoli – ha sottolineato Michele Assante del Leccese, delegato alla cultura di Procida e Vivara – ma anche come luogo fisico da cui è partita questa manifestazione. Un’occasione per conoscere culture diverse senza menzionare, per una volta, guerre, droni e missili».

Identità, relazioni e pace: il messaggio del sindaco Ambrosino

Il sindaco Dino Ambrosino ha evidenziato il valore profondo dell’iniziativa, che si è svolta a pochi passi dall’antico insediamento miceneo di Vivara, luogo simbolico della storia millenaria dell’isola. «È importante iniziare a costruire la pace con la conoscenza e il rispetto nel nostro quotidiano – ha dichiarato – e questa giornata, con tante donne insieme a rappresentare i Paesi del Mediterraneo, ricorda proprio il valore delle identità e delle relazioni».

Ambrosino ha inoltre rilanciato una visione culturale di lungo periodo: la nascita del Museo delle Donne del Mediterraneo. Un progetto che troverà spazio a Terra Murata, negli ambienti dell’ex convento di Santa Margherita o dell’Ospedaletto, e che si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio storico e antropologico dell’isola.

Un museo per raccontare la storia millenaria dell’isola

L’idea della manifestazione nasce come luogo di narrazione, incontro e ricerca, capace di accogliere storie, tradizioni e testimonianze femminili provenienti da tutto il bacino mediterraneo. «Chi viene a visitarci – ha spiegato il sindaco – deve poter fare tappa nei tanti spazi che saranno allestiti per raccontare la storia millenaria dell’isola di Procida».

Un progetto culturale che guarda al futuro, ma che affonda le radici nella consapevolezza che la pace e il dialogo si costruiscono attraverso la conoscenza reciproca, il rispetto delle differenze e la valorizzazione delle identità.

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