Caos trasporti marittimi: Laraspata contro la Regione e i costi insostenibili
Ritardi infiniti e promesse mancate
La situazione dei trasporti marittimi preoccupa fortemente Marco Laraspata in vista della nuova stagione turistica. Le associazioni e i trasportatori si dicono stanchi di attendere soluzioni che non arrivano mai. Sono ormai due anni che le promesse vengono disattese e le date certe comunicate in precedenza sono state ignorate. I problemi tecnici, logistici o di progettazione non dovrebbero riguardare l’utenza, eppure il pontone rimane fermo e non ancora operativo. Marzo si avvicina velocemente e il quadro generale appare desolante, senza alcuna luce in fondo al tunnel per chi viaggia via mare.
Una flotta ferma a cinquant’anni fa
Un altro punto critico riguarda l’età avanzata dei mezzi utilizzati nel Golfo per i collegamenti. I traghetti in servizio hanno ormai superato i cinquantacinque anni di attività, creando disagi costanti. Laraspata sottolinea con amarezza come queste navi siano le stesse di quando lui aveva appena quattro anni. Oggi ne ha cinquantasei e vede ancora operare le medesime unità della Caremar. Questa immobilità temporale dimostra una mancanza di rinnovamento che penalizza l’intero sistema e lascia i cittadini con gli stessi problemi di mezzo secolo fa.
Il caro biglietti e la questione bagagli
I costi per l’utenza rappresentano una nota dolente se paragonati al trasporto terrestre. Mentre la metropolitana costa un euro e cinquanta, un aliscafo richiede una spesa molto più alta, arrivando anche a sette euro e dieci. I passeggeri devono pagare anche tre euro e cinquanta per un bagaglio grande, una cifra che non esiste sui mezzi pubblici di terra. Laraspata precisa che la colpa non è della compagnia Alilauro, che deve gestire costi e pesi, ma della Regione Campania. Esiste una sproporzione evidente nei contributi erogati, che penalizza fortemente i trasporti marittimi rispetto a quelli terrestri.
Disparità di fondi e speranze politiche
Questa disparità di trattamento viola l’articolo della Costituzione sulla continuità territoriale. I cittadini si sentono defraudati dei loro diritti fondamentali di mobilità a causa di una gestione iniqua delle risorse. Anche le recenti nomine degli assessori ai trasporti non lasciano ben sperare, apparendo come una semplice ripetizione della vecchia giunta regionale. Laraspata conclude citando le promesse fatte da Fico in campagna elettorale. La speranza è che vengano mantenute, ma il giudizio finale si baserà esclusivamente sui fatti concreti e non sulle valutazioni personali.










