Si firma on line al seguente link: https://chng.it/vx586tvQsP
Attraverso questa petizione, i cittadini italiani e campani, oltre all’immediata moratoria degli abbattimenti delle case di necessità abitate ormai da circa trent’anni, chiedono che si faccia finalmente distinzione tra gli immobili della speculazione edilizia ed affaristica e quelli realizzati per esigenze abitative.
Tra promotori ed aderenti, la petizione è sostenuta da ben dodici associazioni e comitati della regione Campania i cui rispettivi referenti ringraziano pubblicamente l’Avv. Bruno Molinaro per il contributo dato alla stesura del testo.
Comunicato stampa dei Comitati promotori
In Campania continuano ad essere abbattute case abitate da decenni da semplici ed umili famiglie. Centinaia di migliaia dovrebbero essere gli immobili abitati da abbattere e questo creerebbe in tutta la regione un’emergenza umana e sociale senza precedenti, non essendo previsti piani di evacuazione, piani di ricostruzione e progetti di realizzazione di case economiche e popolari in territori già segnati da una paurosa crisi abitativa.
Si tratta di una tragedia che va avanti da circa quindici anni e la politica, unica e sola deputata a risolvere questo dramma, in tutto questo tempo, attraverso rappresentanti di partiti e liste civiche, non è mai andata oltre le promesse elettorali. Promesse che, puntualmente, vengono dimenticate una volta ottenuto il consenso e conquistate le cariche istituzionali.
Siamo stanchi di queste illusioni. È giunto il momento di una seria riflessione e di una presa di coscienza collettiva: serve subito una soluzione politica capace di fermare questa vera e propria mattanza sociale, generata negli anni dalla stessa politica e da istituzioni che non hanno mai garantito ai cittadini campani la possibilità di costruire regolarmente un’abitazione, come accaduto nel resto d’Italia. La nostra Regione, infatti, è rimasta per decenni bloccata da una pianificazione urbanistica miope, quando non del tutto assente.
Questa emergenza riguarda migliaia di famiglie, interi quartieri, il futuro stesso della Campania.
Finora abbiamo assistito soltanto a false promesse e a un silenzio assordante: un silenzio colpevole, disumano. Il tempo delle omissioni è terminato e da oggi in avanti chi chiede il voto deve assumersi la responsabilità di spiegare perché, dopo tanti anni, non si è ancora posto rimedio a un dramma che, nei prossimi anni, condannerà decine di migliaia di nuclei familiari a diventare sfollati senza fissa dimora.
Di qui la decisione dei Comitati per il diritto alla casa presenti nella regione Campania di promuovere una petizione popolare in larga scala affinché chi di dovere si assuma finalmente la responsabilità politica di porre fine a questa tragedia.
Di seguito il testo della petizione che può essere firmata su change.org
Stop a demolizioni delle case di necessità in Campania, chiediamo moratoria subito
“Una casa non si abbatte, si difende”
Firma per fermare le demolizioni selvagge delle case di necessità in Campania.
Ai Presidenti del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati
Al Presidente della Regione Campania
Ai Sindaci e ai Consigli comunali di tutti i Comuni (pari a 550) della Regione Campania
Ai Prefetti delle Prefetture – U.T.G. della Regione Campania (Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno)
e per conoscenza
Al Presidente della Repubblica
Al Consiglio Superiore della Magistratura
Oggetto: moratoria immediata e legge di salvaguardia per le case di necessità.
Noi sottoscritti, cittadini italiani e campani,
chiediamo con forza lo stop immediato alle demolizioni delle case di necessità nella Regione Campania.
Si tratta di abitazioni costruite non per profitto, ma per bisogno, da famiglie spesso prive di alternative, in contesti segnati da gravi lacune urbanistiche e da politiche abitative assenti. In molti casi, rappresentano l’unica casa posseduta, realizzata con sacrificio in epoche in cui lo Stato era del tutto assente nella pianificazione del territorio.
Un fenomeno quasi esclusivamente campano
È importante sottolineare come le demolizioni di case di necessità avvengano quasi esclusivamente nella Regione Campania.
Secondo dati recenti di Legambiente, riportati anche dall’avvocato Bruno Molinaro, questo fenomeno è praticamente inesistente nelle altre regioni italiane, dove si registrano interventi marginali e molto meno drammatici.
La concentrazione così netta in Campania non è casuale e riflette gravi carenze istituzionali, politiche abitative inefficienti e una gestione spesso vessatoria, che colpisce le fasce più deboli della popolazione senza offrire alternative concrete.
Problemi ambientali, logistici ed economici legati alle demolizioni
Come dichiarato dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, la regione non dispone di un numero sufficiente di discariche autorizzate ad accogliere i residui delle demolizioni, che sono classificati come rifiuti speciali. Questo crea un ulteriore problema ambientale e logistico, aggravando la situazione e rendendo ancora più urgente una moratoria.
A ciò si aggiunge un fatto recentissimo: il 21 luglio scorso si è verificato l’esaurimento del fondo destinato alle demolizioni presso la Cassa Depositi e Prestiti. Questo significa che allo stato attuale mancano persino le risorse economiche per procedere agli abbattimenti, apparendo improbabile l’utilizzo del fondo ministeriale per le spese di giustizia, la cui dotazione è insufficiente: un ulteriore elemento che rende ancora più evidente l’assurdità di continuare a colpire famiglie che hanno costruito per necessità e che oggi rischiano di finire letteralmente in mezzo alla strada, con pregiudizio anche per lo stesso Stato in termini di copertura di spesa.
Un sistema che punisce i deboli, senza alcuna coerenza
Il fenomeno delle demolizioni è, peraltro, caratterizzato dall’azione discontinua delle Procure, che, pur essendo tenute ad eseguire le sentenze, operano senza un criterio cronologico e spesso a distanza di decenni dalla scoperta degli abusi.
Eppure, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con la sentenza Hamer contro Belgio, ha stabilito che una demolizione eseguita dopo svariati anni non risponde più a uno scopo ripristinatorio, ma si trasforma in una vera e propria pena.
E allora ci chiediamo:
com’è possibile che in Italia un reato gravissimo come un omicidio d’impeto si prescriva in 21 anni, mentre – secondo la Corte di Cassazione – l’ordine di demolizione non si prescrive mai?
È giusto che la punizione per un abuso edilizio sia più dura di quella per un omicidio?
Questo è un paradosso giuridico e morale.
E la politica non può più ignorarlo. Deve agire. Subito.
Disparità inaccettabili
Di recente, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha imposto all’Italia di garantire soluzioni abitative dignitose per 550 Rom del campo di Giugliano. Una misura di civiltà, che condividiamo.
Ma allora perché lo stesso principio non viene applicato ai cittadini campani, costretti ad abbattere le proprie case di necessità, spesso senza alcuna alternativa abitativa?
Non è una questione etnica.
È una questione di giustizia e di uguaglianza.
Cosa chiediamo:
1. Moratoria immediata sulle demolizioni delle case costruite per necessità, in attesa di una riforma chiara ed equa.
2. Approvazione urgente di una legge di salvaguardia, che distingua gli abusi speculativi da quelli risalenti e legati al bisogno abitativo.
3. Attivazione di soluzioni abitative alternative concrete, prima di procedere a qualsiasi sgombero o abbattimento.
4. Un intervento responsabile e trasparente verso il Governo centrale e il Parlamento da parte della Regione Campania che finora ha mantenuto un colpevole e assordante silenzio.
5. Presa d’atto del recente esaurimento del fondo delle demolizioni e conseguente sospensione immediata di ogni procedura, poiché lo Stato non può pretendere di abbattere case senza disporre neppure delle risorse necessarie per farlo.
La petizione è promossa dalle seguenti Associazioni:
– Coordinamento dei Comitati a Difesa del Diritto alla Casa della Regione Campania, referente Gaetano Ferrara.
– Associazione Popolare Casa Mia, referente Mimmo Esposito.
– Comitato Casa Sicura, Associazione Ambiente e Territorio della Provincia di Salerno, referente Luigi Di Domenico.
– Comitato per il Diritto alla Casa delle Isole di Ischia e Procida, referente Gennaro Savio.
Alla petizione aderiscono le seguenti Associazioni:
– Comitato Popolare di Giugliano, referente Gennaro Di Girolamo.
– Associazione Voce e Lettere dei Monti Lattari, referente Giovanni Pentangelo.
– Comitato per il Diritto alla Casa Isola di Capri, referente Paolo Di Tommaso.
– Comitato per il diritto alla Casa della Penisola Sorrentina, Referente. Michelangelo Scannapieco.
– Comitato Agnolella Camaldolilli, referente Antonio Varriale.
– Associazione Io Abito, referente Raffaele Cardamuro.
– Comitato Cittadino Casaurea, referente Nicola de Dominicis.
– Pianura, referente Marinella Mele.
Per il supporto tecnico dato alla stesura del testo della petizione, i promotori ringraziano di vero cuore l’Avv. Bruno Molinaro, da sempre punto di riferimento legale in tutta la Campania nella difesa del diritto alla casa.
Una casa è un diritto, non un privilegio.
Chi ha costruito per necessità non è un criminale.
Giustizia, umanità e dignità per le famiglie campane.
Firma anche tu questa petizione. Dai voce a chi rischia di perderla.