Assemblea CISI deserta a Ischia: la politica diserta mentre l’EVI rischia il crack
Nessuno si presenta a Ischia: riunione rinviata
La assemblea CISI deserta a Ischia è diventata l’immagine più nitida della distanza della politica locale dalle scelte che contano. Convocata dal presidente pro tempore, il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino, l’assise non ha raggiunto il numero legale né in prima né in seconda convocazione. Tra impegni istituzionali, problemi di salute e scelte personali, nessun rappresentante si è presentato. Il risultato è stato un nuovo rinvio, inevitabile e rumoroso.
Il nodo EVI: quasi 9 milioni di euro di debiti
Il punto più urgente riguardava la posizione debitoria di EVI verso Acquacampania, pari a quasi 9 milioni di euro. Una cifra che, secondo quanto emerso, ha chiuso la porta sia all’ipotesi di transazione sia a una rateizzazione. Il rischio di default, a questo punto, non appare più teorico. E con esso crescono le incognite sulla continuità aziendale e sull’utilizzo del servizio idrico.
Bilanci 2023-2024 e rischi del CISI in liquidazione sullo sfondo
La gravità dello scontro finanziario ha finito per oscurare anche gli altri temi in agenda. L’assemblea avrebbe dovuto conferire il mandato per il voto sui bilanci EVI 2023-2024. Erano previste anche valutazioni sui rischi che gravano sul CISI in liquidazione. Proprio per questo, l’assenza totale pesa più di una scelta politica: è un vuoto decisionale che lascia la questione sospesa e più costosa.
I sindacati chiedono un cambio di passo, ma per ora nulla si muove
Nemmeno gli appelli dei sindacati hanno smosso la situazione. Le organizzazioni dei lavoratori confidavano in un cambio di passo con la nuova giunta regionale e in una possibile soluzione di saldo e stralcio del debito. Per ora restano speranze, non atti. Nel frattempo la assemblea CISI deserta resta un segnale politico netto: l’atteggiamento prudente, se non elusivo, rinvia un problema che continua a crescere e che prima o poi dovrà essere affrontato.










