La recente decisione della Commissione Affari Costituzionali della Camera di dichiarare inammissibili gli emendamenti relativi alla riapertura dei termini del condono edilizio 2003 ha riacceso il dibattito legale e politico. Ai microfoni di Nuvola Tv, l’avvocato Gino Di Meglio ha analizzato le motivazioni tecniche e le pesanti ricadute per il territorio campano e isolano.
Le motivazioni del Parlamento: urgenza e pertinenza
Secondo l’avvocato Di Meglio, la Commissione ha bocciato gli emendamenti inseriti nel Decreto Milleproroghe basandosi su due punti: l’estraneità della materia rispetto all’oggetto del decreto e la mancanza dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza richiesti dall’articolo 77 della Costituzione.
Tuttavia, Di Meglio contesta fermamente questa visione: “La motivazione sembra più politica che tecnica”, spiega l’avvocato, sottolineando come si sia persa l’opportunità di agire con celerità su una problematica sociale sentitissima.
Non un “nuovo condono”, ma una riapertura dei termini
Uno dei punti centrali dell’analisi riguarda l’interpretazione del provvedimento. Molti membri della commissione avrebbero parlato di “nuovo condono”, ma Di Meglio precisa: “Non si trattava di una nuova sanatoria per abusi recenti, ma della possibilità di regolarizzare abusi già esistenti nel 2003 per chi, all’epoca, non era riuscito a presentare la domanda pur avendone i requisiti temporali”. Una distinzione fondamentale che, secondo il legale, non è stata colta o è stata volutamente ignorata.
Il futuro: tempi “elefantiaci” per i cittadini
Cosa succede ora? La materia potrebbe essere trattata attraverso un disegno di legge ordinario, già presente nell’ordine del giorno dei lavori parlamentari. Tuttavia, l’avvocato non nasconde il pessimismo riguardo alle tempistiche: “I tempi si allungano in maniera incredibile. Passare attraverso un disegno di legge significa scontrarsi con i tempi elefantiaci dei lavori parlamentari”.
Per Ischia, questo stop significa prolungare lo stato di incertezza per migliaia di pratiche edilizie, rallentando ulteriormente la possibilità di fare chiarezza su un quadro normativo già estremamente complesso.










