Un appello diretto, netto, che riaccende il dibattito sulla gestione del bradisismo ai Campi Flegrei. Il vulcanologo Giuseppe Luongo, tra i massimi esperti del sistema flegreo, interviene chiedendo una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni scientifiche e della Protezione Civile.
Secondo Luongo, l’INGV dovrebbe richiedere la convocazione della Commissione Grandi Rischi, l’organo consultivo nazionale chiamato a valutare scenari e rischi in situazioni delicate come quella flegrea. Il motivo è semplice: lo stato attuale del bradisismo mostrerebbe segnali di riduzione significativa dell’attività, ma – denuncia il professore – nessuno sembra volerlo comunicare apertamente.
“Chi fa scienza non può temere la superstizione”
Nel suo intervento, Luongo critica quella che definisce una sorta di prudenza eccessiva, quasi timorosa, da parte dei responsabili dell’INGV. A suo avviso, la comunità scientifica ha il dovere di comunicare ciò che i dati mostrano, senza lasciarsi condizionare da paure irrazionali o da possibili reazioni emotive della popolazione.
Il vulcanologo ricorda che la previsione dell’evoluzione di un fenomeno naturale è parte integrante della sorveglianza scientifica, non un compito accessorio. Limitarsi a dichiarare la fine di un fenomeno “quando tutto è finito”, come afferma, non risponde alla funzione stessa degli organi preposti alla gestione del rischio.
La critica di Luongo tocca un punto sensibile: la comunicazione del rischio. Negli ultimi anni, il bradisismo flegreo ha generato preoccupazione crescente, con scosse frequenti e innalzamento del suolo. In questo contesto, ogni dichiarazione pubblica viene valutata con estrema cautela dalle istituzioni.
Luongo, però, sostiene che il silenzio non sia una strategia accettabile. Se i dati indicano una fase di rallentamento, sostiene, è compito degli enti scientifici comunicarlo con trasparenza, così come sarebbe loro dovere segnalare eventuali peggioramenti.
“Serve la Commissione Grandi Rischi”
Da qui la richiesta: convocare la Commissione Grandi Rischi per un’analisi ufficiale e condivisa dello stato attuale del fenomeno. Un passaggio che, nelle intenzioni del vulcanologo, servirebbe a:
• chiarire la reale evoluzione del bradisismo;
• fornire un quadro aggiornato e autorevole;
• evitare incertezze comunicative;
• ristabilire un rapporto di fiducia tra scienza, istituzioni e cittadini.
Le parole di Luongo arrivano in un momento in cui la popolazione flegrea vive tra attenzione, timori e speranze. Il suo appello potrebbe spingere le istituzioni a un confronto più aperto e a una comunicazione più diretta sul futuro del territorio.










