giovedì, Marzo 12, 2026
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L’ex carcere di Procida e la fine dell’era SEPA: dissequestrata la cella con i documenti storici



Stamattina la Guardia di Finanza è intervenuta presso l’ex Carcere di Procida per procedere al dissequestro della cella in cui erano conservati i vecchi documenti della SEPA, la società partecipata che per oltre un decennio gestì il servizio di igiene urbana sull’isola. A darne comunicazione è stato il sindaco Dino Ambrosino, sottolineando come questo atto segni «la definitiva chiusura di una delle avventure più temerarie condotte in passato dal Comune di Procida».

La nascita della SEPA e l’aumento delle tariffe

La SEPA venne costituita nei primi anni Duemila con una partecipazione pubblica del 70% e una quota del 30% affidata alla cooperativa San Marco. La sua istituzione coincise con un forte aumento delle bollette della spazzatura, che provocò proteste diffuse tra i cittadini. Molti residenti si rivolsero al TAR, ottenendo perfino l’annullamento della prima emissione della tariffa.

In quegli anni il sistema di gestione dei rifiuti era caratterizzato da:

• cassonetti interrati installati in vari punti dell’isola

• raccolta differenziata ferma sotto il 20%

• cumuli di rifiuti e ingombranti in numerose aree critiche

Una situazione che generò tensioni, malcontento e un rapporto sempre più difficile tra amministrazione e popolazione.

Il fallimento della società e l’indagine giudiziaria

Dopo circa dieci anni di attività, nel 2013 il Comune decise di abbandonare il modello della partecipata e affidò il servizio tramite gara d’appalto alla ditta privata Tekra. Nel frattempo la SEPA fallì e divenne oggetto di un’indagine per bancarotta fraudolenta. Proprio questa inchiesta aveva portato al sequestro dei documenti ora restituiti.

Il dissequestro odierno rappresenta quindi un passaggio simbolico e amministrativo importante: la chiusura definitiva di un capitolo complesso della storia recente dell’isola.

Un’eredità ancora visibile

L’esperienza SEPA ha lasciato un’eredità articolata, che il sindaco Ambrosino riassume in diversi elementi:

• una stagione politica segnata da forte contrapposizione con la cittadinanza

• una ventina di cassonetti interrati, alcuni dei quali ancora presenti sul territorio

• un organico di operatori provenienti dalla terraferma, con tutte le difficoltà organizzative che ne derivano

• debiti rilevanti confluiti nel predissesto comunale, insieme ai milioni di euro di bollette mai incassate

La restituzione dei documenti chiude formalmente una vicenda che ha inciso profondamente sulla gestione dei rifiuti e sulla vita amministrativa di Procida.

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