lunedì, Aprile 6, 2026
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Lacco Ameno, le scuse della Congrega di S. Maria Assunta per l’accaduto alla Corsa dell’Angelo: “Sia un giorno di pace”



LACCO AMENO – Dopo quanto accaduto ieri mattina, giorno di Pasqua,  in Piazza Santa Restituta, durante la tradizionale Corsa dell’Angelo, la Congrega di Santa Maria Assunta interviene con una nota ufficiale esprimendo dispiacere, vicinanza ai malcapitati e un forte richiamo ai valori autentici della Pasqua.

Nel comunicato, l’amministrazione della Congrega sottolinea come la Pasqua rappresenti “la vittoria del bene sul male, della vita sulla morte, della verità sulla menzogna, della pace sulla guerra”, ribadendo che ogni gesto o episodio contrario a questi principi non appartiene allo spirito della celebrazione.

Il ringraziamento ai venti giovani impegnati nella Sacra Rappresentazione

La Congrega rivolge un sentito ringraziamento ai venti ragazzi – confratelli e non – che dal 19 febbraio hanno dedicato tempo, serate e impegno per preparare passo, tempi e movimenti delle immagini sacre, rendendo possibile la tradizionale rappresentazione pasquale.

Un riconoscimento particolare va anche a chi ha lavorato alla nuova registrazione audio che, per la prima volta, ha accompagnato l’intera Sacra Rappresentazione, alle voci professionali che hanno dato vita al racconto “di quel primo dopo il Sabato”, e al Comune di Lacco Ameno – insieme alla precedente amministrazione – per il sostegno tecnico ed economico.

La Congrega ricorda inoltre “tutti coloro che in anonimato hanno reso possibile tramandare ancora quest’anno questa antica tradizione”, e rivolge un pensiero speciale alla Maestra Maria Gabriella Taliercio, amministratrice e consorella, per aver curato la scelta dei brani e la costruzione musicale dell’intero copione.

“Il resto viene dal maligno”

Nel passaggio più netto del comunicato, la Congrega affida alla fede il giudizio su quanto accaduto: “Il resto viene dal maligno e al maligno è bene che resti”. Una frase che vuole essere un invito a non alimentare tensioni, ma a ritrovare serenità e unità.

Un appello alla pace per una comunità ferita

Il messaggio si chiude con una benedizione e un appello alla pace:

che il Cristo Risorto, l’Angelo della Pasqua e la Vergine Maria possano accompagnare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della festa, e che ogni cittadino diventi “annunciatore di pace in questo nostro piccolo paese, già troppo martoriato da una guerra che uccide più di un ordigno bellico”.

L’auspicio finale è che la comunità possa vivere “in serenità e armonia”, dissipando “il buio e la violenza che vengono dal maligno”.

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