Il mondo dello sport isolano e’ in lutto per la perdita della Cara Luigia De Rosa, anima, cuore e mamma sportiva di intere generazioni di giovani isolani.
La Cestistica Ischia esprime profondo dolore per la perdita di nonna Gigia:
“Oggi si è spento uno dei nostri fari più luminosi
Oggi, distrutti dal dolore, il nostro cuore e la nostra anima piangono la perdita dell’insostituibile e amata Gigia… nonna Gigia!
La nonna di tutti i bambini del Minibasket, la mamma sportiva di intere generazioni che hanno vestito la maglia Cestistica Ischia e che, grazie a lei, hanno toccato con mano i valori umani e sportivi più nobili e puri.
Ci hai saputo accompagnare e sostenere in ogni istante con eleganza, costanza, sacrificio, passione e amore smisurato.
Ci lasci in eredità un’infinità di momenti indimenticabili e un vuoto enorme da colmare con tutti gli insegnamenti ricevuti dal tuo grande esempio
Buon viaggio, anima nostra”.
Ad aggiungersi ai tanti commenti di cordoglio anche la sentita e toccante testimonianza di Vincenzo Agnese:
“La tua presenza, elegante e silenziosa saranno per sempre un esempio. In un mondo (sportivo e non solo) che urla, protesta, inveisce e troppo spesso insulta, mancherà una persona educata, elegante e silenziosa come te. Mai una parola fuori posto, mai un comportamento sbagliato. Solo dolcezza e affetto, azioni concrete (le più semplici e umili) per accogliere e assistere chi generazioni di bambini diventati poi adulti. Quanti arbitri sono stati invitati a pranzo, a casa tua, perché non accettavi che restassero ad attendere la gara del pomeriggio senza rifocillarsi. Non basteranno mai poche righe per descrivere la grandezza di una Donna vera. Mi accompagnerà sempre l’ammirazione che trasmettevi attraverso gli occhi che mi guardavano quando negli ultimi anni arrivavo con la mia borsa per arbitrare qualche partita giovanile. “E tu che ci fai qui?” mi chiedevi sempre sorpresa. Io sorridevo, imbarazzato, perché percepivo la sincerità di chi, dopo avermi visto diventare adulto, mi considerava “troppo” per essere lì, ad una partita giovanile. Eppure Gigia, non mi sono mai sentito “troppo” per tornare a casa. Mi mancava il tuo caffè e l’affetto e la stima di chi ha continuato ad amarmi senza alcun pregiudizio e sostenermi pur svestendo la maglia da gioco per indossare quella da arbitro. Sono certo che saprai trovare un modo per continuare ad essere presente per tutti, ma soprattutto per Sandro e la tua famiglia. Grazie per tutto, non ti dimenticheremo. “











