La complessa vicenda giudiziaria legata al parcheggio “La Siena” di Ischia Ponte continua a occupare le aule del Tribunale. Il procedimento in corso, che riguarda presunti abusi edilizi e irregolarità nella realizzazione della struttura, è stato nuovamente rinviato: la prossima udienza è fissata per il 5 marzo.
Al centro della seduta più recente, celebrata davanti al giudice Luisa Romano, si è consumato un confronto tecnico-giuridico particolarmente acceso. Le Difese degli imputati hanno infatti sollevato un’eccezione di inutilizzabilità degli atti di indagine, sostenendo che il pubblico ministero Giulio Vanacore avrebbe svolto attività investigativa oltre i termini consentiti dalla legge. Una contestazione che, se accolta, potrebbe incidere in modo significativo sull’impianto accusatorio.
A contrastare tale eccezione è stato il Comune d’Ischia, costituitosi parte civile e rappresentato in aula dall’avvocato Bruno Molinaro. Il legale ha eccepito la tardività della richiesta difensiva, richiamando l’art. 335 del codice di procedura penale così come modificato dalla riforma Cartabia, e ha depositato la sentenza della Terza Sezione Penale della Cassazione che aveva confermato il rigetto, da parte del Tribunale del Riesame, dell’istanza di dissequestro avanzata dall’indagato Generoso Santaroni. Tale precedente, secondo la parte civile, rafforzerebbe la legittimità dell’operato della Procura.
Il PM Vanacore, dal canto suo, ha ribadito in aula l’infondatezza dell’eccezione, richiamandosi agli atti già acquisiti e sostenendo la piena regolarità delle indagini svolte.
La decisione ora è nelle mani del giudice Romano, che ha riservato la propria valutazione e scioglierà la riserva nella prossima udienza del 5 marzo.
Il caso del parcheggio “La Siena” resta uno dei contenziosi urbanistici più complessi e longevi dell’isola, con risvolti penali e amministrativi che negli anni hanno coinvolto tecnici, amministratori e imprese, e che continuano a generare sviluppi giudiziari di rilievo










