Ischia, svolta ai Pilastri: la rotonda promette di sciogliere il traffico, ma scoppia il caso sul metodo
Una rotonda ai Pilastri per alleggerire l’isola
Il progetto rotonda Pilastri Ischia entra nella fase decisiva e riporta al centro il tema del traffico nella zona. L’amministrazione comunale punta a “sciogliere il nodo” dell’imbuto viario ai Pilastri con una nuova rotatoria e con un’ipotesi di viabilità alternativa. La misura nasce da un iter avviato da tempo e ora arrivato a conclusione. Il punto, però, resta delicato per residenti e imprese che vivono la pressione quotidiana dei flussi.
Ore di punta e area commerciale: qui passa la maggior parte dei mezzi
L’area interessata è descritta come uno dei tratti più frequentati dell’isola, diventato negli anni sempre più commerciale. Il perimetro richiamato va, nelle parole dell’intervento, “da prima dell’Acquedotto” fino oltre l’area del deposito citata e verso la zona di Terrarossa. Qui transitano auto, moto e biciclette. Soprattutto, passa una quota stimata tra il 75 e l’80% del comparto commerciale su gomma, inclusi tir e autoarticolati diretti alle attività dell’isola.
Le associazioni: “Progetto visto, ma non siamo stati coinvolti”
A sollevare le criticità è un rappresentante delle associazioni di categoria, che riferisce di aver visionato il progetto. Il giudizio è prudente: il piano “raccoglie un po’ tutte le esigenze”, ma non tutelerebbe a sufficienza gli interessi delle associazioni. La contestazione principale riguarda il metodo. Secondo questa posizione, le realtà locali andavano chiamate e ascoltate prima, per trasferire esigenze operative. Resta poi un dubbio pratico: far passare autotreni e autoarticolati attraverso l’arco centrale viene definito “difficile”.
Le proposte: obblighi di percorso, fermata bus e una possibile “discesa” alternativa
Tra le soluzioni citate, emerge l’idea di obbligare chi scende da via Acquedotto a raggiungere la rotonda della Pilastri e poi rientrare, così da evitare l’ingolfamento in ingresso alla rotatoria. Le associazioni, viene ricordato, avrebbero inoltre proposto già due anni fa di spostare una fermata dell’autobus, ritenuta un punto critico. Le opzioni indicate vanno da un arretramento verso l’area del Todis, dove esisterebbe una fermata a richiesta, fino a un avanzamento più avanti. Nel quadro complessivo si aggiunge la richiesta di un parcheggio per l’intera zona commerciale, ritenuta carente di stalli. Infine viene citata un’ulteriore ipotesi vista in altre città: una “discesa” in un senso e la risalita più avanti, in prossimità di un negozio di abbigliamento sportivo, come soluzione compatibile con vincoli e attività limitrofe.










