Un nuovo episodio di microcriminalità ha colpito il cuore commerciale di Ischia nella notte tra sabato e domenica, lasciando dietro di sé rabbia, frustrazione e un forte appello alla responsabilità sociale. A denunciarlo pubblicamente è Angelo D’Ambra, che attraverso le telecamere di Nuvola Tv ha raccontato l’ennesimo scasso subito da un esercizio commerciale nella zona di C. I., il quinto in poche settimane.
«I sabato sera stanno diventando sempre più prevedibili e deludenti», ha dichiarato D’Ambra, unendosi al coro di voci critiche come quella di Michele Scotto d’Abusco. Il bersaglio della sua denuncia non è solo l’autore del furto, ma anche il sistema che, a suo dire, non interviene con la dovuta efficacia: «Non serve vendetta, serve applicare la legge e recuperare chi si abbassa a rubare spicci non per fame, ma per la dipendenza dalla droga».
Un volto noto, una ferita locale
D’Ambra sottolinea come l’autore del gesto non sia un estraneo, ma un ischitano: «Per chi ancora accusa la terraferma di essere invadente, parliamo di uno che ha frequentato le nostre spiagge, le nostre scuole, forse anche qualche nostro parente». Un’affermazione che punta il dito contro l’indifferenza e invita la comunità a guardare dentro sé stessa.
Fondamentale, secondo il racconto, è stato l’intervento tempestivo della pattuglia della polizia, che ha raggiunto D’Ambra in piazza degli Eroi pochi minuti dopo l’allarme. «Mi hanno seguito rapidissimi, nonostante fossi sotto shock e con il fiato corto per la pedalata. Mi hanno persino offerto un primo supporto psicologico, dopo la frustrazione per non averlo beccato in flagrante», ha aggiunto.
Un appello alla responsabilità
La denuncia di D’Ambra non è solo uno sfogo personale, ma un invito a riflettere sul degrado sociale e sulla necessità di interventi concreti. «La mia rabbia è verso chi non fa il proprio dovere per fermare e aiutare queste persone», ha concluso, chiedendo che la legge non sia solo punitiva, ma anche strumento di recupero.