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sabato, Aprile 17, 2021
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IL CARUSO FURIOSO! E’ ROTTURA CON CESARE MATTERA, AZZERATA LA GIUNTA!

Clamoroso a Serrara Fontana. Un fulmine a ciel (apparentemente) sereno. Il sindaco Rosario Caruso ha azzerato la giunta e di fatto spezzato il rapporto con Cesare Mattera. Una rottura che arriva a pochi mesi dalle elezioni ma che Caruso giustifica con un racconto dettagliato su quanto accaduto lontano dai riflettori negli ultimi anni. E ora si aprono scenari imprevedibili per la prossima tornata elettorale.

IL LUNGO MESSAGGIO DI CARUSO

Stamattina ho firmato il decreto con il quale viene azzerata la giunta.
La nuova giunta sarà composta da Irene Iacono (Vice Sindaco), assessori : Eugenio Carlo Mattera, Dalila Galano, Lucio Poerio.
Ho revocato la delega di Vice Sindaco al sig. Cesare Mattera e la delega di assessore al sig. Aniello Mattera.
In questi anni ho cercato di essere sempre chiaro, corretto e disponibile nei confronti dei miei concittadini e anche in questa occasione, per me spiacevole e pesante, scelgo di spiegare le motivazioni, di chiarire le mie scelte anziché limitarmi al laconico “è venuto meno il rapporto di fiducia” presente negli atti.
Non sento la necessità di giustificarmi, ritengo che in questo momento ed in questa fase e soprattutto alla luce delle motivazioni che mi hanno spinto, ci hanno spinto, in questa direzione sia mortificante giustificarsi.
Il decreto è stato firmato dopo l’ennesima pugnalata alle spalle, dopo l’ennesimo tentativo di calpestare la mia dignità e quella delle persone che in questi lunghi anni sono stati al mio fianco, le persone che hanno lavorato per questo paese.
In questi 5 anni ho ignorato dispetti, ripicche, toni di sfida, provocazioni.
Ho lasciato scivolare come l’acqua tante azioni meschine per un unico motivo : concentrarmi sulla crescita della nostra Serrara Fontana.
Non voglio ora elencare opere, progetti ed iniziative o programmi ma è ora arrivato il tempo di fare delle scelte.
Scelte non di comodo perché l’unica scelta di comodo sarebbe esclusivamente quella di turarmi il naso e accettare di proseguire la mia azione politica, nella prossima tornata elettorale, insieme a Cesare Mattera.
Una scelta di comodo per tanti motivi che con tutta onestà non ho intenzione alcuna di fare e per una ragione che provo a specificare con estrema semplicità: non voglio consentire a Cesare Mattera di continuare ad infangare la mia intelligenza e la mia dignità in quanto è andato oltre quella soglia che ritengo sia per me invalicabile.
Forse lui credeva che ero così sprovveduto da non sapere cosa e quanto ha fatto in questi anni, purtroppo per lui cittadini con la schiena dritta, consiglieri di altrettanto spessore sono stati portavoci delle sue azioni, delle sue dicerie. Tutte verificate ma soprattutto confermate da lui nella riunione di qualche giorno fa, quando gliele ho elencate.
Cesare Mattera è stato colui il quale ha provato per ben tre volte a sfiduciarmi in consiglio comunale.
Tre volte.
Venni a sapere dei primi due tentativi all’indomani della seconda proclamazione a Sindaco.
A riferirlo furono consiglieri eletti, alcuni sono quelli non nominati nella nuova giunta.
Era l’inizio del mio secondo mandato, non volli crederci.
Non provai a cercare un confronto, ascoltai chi mi diceva di guardare oltre, volli dargli una seconda possibilità. Ancora.
Ho sbagliato. Ora posso dirlo e fare mea culpa: ho sbagliato.
Cinque anni questi ultimi con un vicesindaco assente, completamente assente che aspettava che gli revocassi la delega per gridare “tradimento” ai quattro venti.
L’ho lasciato fare anzi non fare, senza mai limitarlo, mai.
Si è sistemato in una stanzetta all’ingresso del Municipio, chissà quanti colleghi avrebbero consentito tanto spazio e tanta superbia ad un vicesindaco.
Superbia si perché ha approfittato della mia buona fede e della mia umiltà.
Ha approfittato del mio senso del rispetto mentre lui dimostrava quotidianamente di non averne rispetto.
Non ne ha avuto quando mi umiliava in piazza e tra le case.
Mi dicevano che era invidia in verità in cuor mio avevo capito che Cesare Mattera non mi perdonava una cosa: l’aver fatto il Sindaco. Questo è l’unico “sgarro” che ho fatto a Cesare, ho fatto il Sindaco.
Quello che dai palchi chiamava “figlio” probabilmente nel suo immaginario doveva essere una classica testa di legno, quelle che si mettono a fare i burattini mentre i marionettisti muovono i fili.
Ho sopportato tanto in questi anni ma non mi sono mai fatto calpestare e non lo consentirò ora scegliendo come ho detto la strada più comoda per me.
Mi sono candidato come Sindaco perché credevo nel buon governo, con i cittadini ci ho messo la faccia, non ho mai fatto promesse che sapevo di non poter mantenere, gli impegni li mantengo anche a costo di perderci il sonno.
Li ho mantenuti anche se ho tirato il carro senza vicesindaco e senza qualche assessore e consigliere che tramava più o meno nell’ombra.
Se Aniello Mattera è stato assessore fino ad oggi nonostante perfino i dipendenti comunali siano stati spettatori di scenate indecorose è stato solo per evitare di provocare spaccature familiari a Cesare Mattera, sono rimasto uomo prima ancora che politico. Nonostante tutto ciò che vi ho prima scritto.
Ho fatto l’uomo, non ho voluto mettere il dito in quanto c’è di più prezioso: la famiglia ed i concittadini capiranno senza necessità di aggiungere altro.
Eppure se l’avessi fatto avrei oggi dalla nostra parte qualche assessore che ha avuto un coraggio smisurato sabato santo.
Cesare Mattera ha fatto finta di non vedere nemmeno questo.
Anche in piena pandemia quando Villa Mercede era diventato un problema serio Cesare Mattera è rimasto nelle retrovie, alle mie chiamate rispondeva dicendo che era impegnato ma al contempo Cesare aveva il tempo per riferire ai cittadini che lui al posto mio avrebbe fatto meglio, aveva il tempo per continuare a criticare la mia azione politica.
E perché non l’ha fatto quel “meglio”? Chi l’ho ha mai limitato? Ci illuminasse perché noi non lo sappiamo.
Cesare Mattera anche in quel periodo, pesantissimo, uno dei peggiori, ha scelto di proseguire per la sua strada, di essere completamente assente.
Non ha avuto problemi a dirlo qualche settimana fa a noi della maggioranza, in gruppo o singolarmente, “non ho fatto niente in questi dieci anni, mi candido per una mia rivalsa personale”.
La superbia del Re Sole.
I concittadini, i dipendenti, i funzionari regionali, i politici isolani e non, ricordano come ho fatto io il vicesindaco: sono stato rappresentante, amministratore, scrivano, scribacchino e tanto altro.
Ho lavorato tantissimo e non me ne pento nemmeno ora perché ho prodotto opere e progetti.
Mi aspettavo lo stesso tipo di lavoro da parte di Cesare? In verità non mi preoccupo molto di fare questi paragoni ma sicuramente mi sarei aspettato rispetto, quello vero non quello di facciata.
Azioni e non azioni nelle ultime due riunioni di maggioranza hanno palesemente dimostrato che Cesare Mattera non vuole al suo fianco persone serie, oneste e che hanno le capacità e la voglia di lavorare per il territorio. Non merita sicuramente le 5 persone che comporranno la giunta da domani.
Sabato santo, questo sabato santo, si è consumata l’ultimo atto vile del Vicesindaco Cesare Mattera.
Un consigliere di minoranza è stato contattato perché Cesare Mattera stava facendo due conti per provare a mettermi in minoranza in consiglio comunale.
L’ho ascoltato dalla sua voce, dalla voce di chi si è rifiutato di prendere parte a questo spettacolo politicamente squalificante.
Avete letto bene, la superbia è giunta purtroppo oltre l’immaginabile.
Dopo i due tentativi di sfiducia è arrivato il terzo.
Ammetto che questo è stato quello più pesante per me, quello che mi ha fatto più soffrire e nel vero senso della parola, perché giunge dopo tutto quanto ho provato a riassumervi.
Sono profondamente amareggiato, deluso, rammaricato, affranto.
Sono Sindaco di Serrara Fontana da dieci anni posso permettermi di chiedere ora a Cesare Mattera e a chi insieme a lui ha provato a farsi “due conti” di venire non la notte come i sorci come fatto sabato santo ma alla luce del giorno ed in consiglio comunale a chiedere la sfiducia.
Abbiate la dignità di farlo guardando negli occhi me, Irene, Eugenio, Dolly e Lucio.
Diteci cosa vi ha disturbato ma fatelo in un secondo momento.
Per prima cosa pensate a dire apertamente e sinceramente ai cittadini di Serrara Fontana cosa avete fatto in questi anni per la nostra comunità, dite loro che siete pronti a sfiduciarmi, che siete pronti a dare spazio ad un commissario prefettizio.
Dite che siete pronti a fare ciò che di più vergognoso ci sia, politicamente parlando.
Fatelo con la luce del sole. Fatelo guardando negli occhi le persone.
Soprattutto fatelo assumendovi la piena responsabilità di questo gesto anche e soprattutto alla luce della grave emergenza sociale che stiamo vivendo.
Perché è questo che ciò che conta ora , avete già abbondantemente dimostrato che i rapporti personali per voi poco o nulla contano.
Probabilmente avevate già deciso da tempo di schiacciare tutto e tutti.
La mia, la nostra, non è una sfida perché la sfida, la guerra, la lotta la sta conducendo in solitario Cesare Mattera da anni, da me non ha trovato sponda. In me non ha potuto mai vedere un avversario perché i suoi tentativi, le sue provocazioni le ho sempre, fino ad ora, rispedite al mittente con il silenzio, concentrandomi sulle cose importanti pur rischiando di apparire come un fesso.
Chi mi conosce sa che per giungere ad una tale decisione ho superato il limite massimo della mia pazienza.
Chi mi conosce si stupirà.
Chi mi conosce sa quanto questa scelta sia per me sofferta.
Chi mi conosce e chi non mi conosce sappia che non rifiuterò confronti, non starò in silenzio davanti alle domande, non mi nasconderò dietro dicerie ma argomenterò con fatti.
Chi mi conosce e chi no sappia che ho fatto il Sindaco mettendoci giorno per giorno prima la faccia da uomo e poi quella da politico.
Sappia pure che ho in questi anni sottratto tempo e spazio alle persone a me più care pur di mantenere fede alla promessa assunta davanti ai concittadini da quando ho ricoperto la carica di Sindaco.
Sono stato il Sindaco di tutti, quello che ha la stanza sempre aperta, il telefono sempre accesso, che ha accolto e ascoltato i problemi di tutti coloro che sono entrati nel Municipio, quello che non ha mai limitato i consiglieri, quello che non ha cercato di mettere nell’ombra chi aveva voglia di collaborare e di lavorare, sono stato quello che ha fatto il possibile per aiutare chi aveva bisogno, come è giusto che sia, senza mai guardare colori politici, bandiere o partiti, sono colui che ha promesso solo quando poteva mantenere.
Sappia ancora che oggi che sono stato chiamato a scegliere tra l’abbandonare e mortificare chi al mio fianco c’è stato con onestà e sincerità per Serrara Fontana e la strada più conveniente per me sotto l’aspetto personale e politico ho scelto, con piena consapevolezza, di gridare una volta e per tutte a chi non lo avesse ancora capito che la mia dignità non la baratterò mai e poi mai, che ho scelto e scelgo ancora di essere un politico UOMO.

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