venerdì, Gennaio 30, 2026
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Divieto di sbarco Ischia 2026, Forio si smarca: “No al blocco totale, sì a divieti mirati”



Il Comune di Forio, guidato dal sindaco Stani Verde, ha confermato la propria posizione autonoma in merito alla proposta di decreto regionale sul divieto di sbarco per l’anno 2026. A differenza di altre municipalità dell’isola che spingono per un blocco esteso dal 3 aprile al 31 ottobre, l’amministrazione del Torrione ha inviato alla Regione Campania un parere basato su un calendario più flessibile.

Il calendario “a spezzoni”

La linea di Forio punta a regolamentare la circolazione automobilistica solo nei periodi di reale picco turistico. In particolare, il parere tecnico della giunta prevede il divieto in due finestre temporali:

  1. Primavera: dal 3 aprile al 3 maggio (coprendo Pasqua e i ponti di aprile).
  2. Estate: dall’1 giugno al 31 agosto.

Questo significa che, per Forio, i mesi di maggio, settembre e ottobre dovrebbero restare aperti allo sbarco dei veicoli, favorendo così il turismo di “mezza stagione”.

Tutela per Panza e per la nautica

La scelta dell’amministrazione nasce da un’analisi delle criticità del territorio. Viene evidenziata la vocazione turistica del porto e l’importanza della nautica da diporto, ma anche le difficoltà delle aree decentrate come la frazione di Panza. Secondo la giunta, queste zone sono spesso penalizzate da trasporti pubblici insufficienti, e un blocco totale delle auto per 7 mesi rischierebbe di isolarle ulteriormente e scoraggiare i visitatori.

Deroghe e limitazioni

Nella proposta resta fermo il divieto di sbarco per i mezzi sopra i 260 quintali e per i residenti nella Regione Campania. Tuttavia, Forio chiede di confermare e rafforzare le deroghe per:

  • Turisti con soggiorni prolungati sull’isola.
  • Diportisti con ormeggio annuale presso le marine locali.
  • Casi urgenti e autorizzazioni straordinarie.

I controlli sulla regolarità degli imbarchi resterebbero affidati, come di consueto, alla Prefettura e alla Capitaneria di Porto. La palla passa ora alla Regione Campania per la stesura definitiva del decreto.

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