Ci sono percorsi che non nascono dal caso, ma dalla determinazione. Storie che partono da un’isola, da una cucina affacciata sul mare, e arrivano dall’altra parte del mondo grazie a talento, sacrificio e una visione chiara. La storia di Carmine Mancusi, giovane chef ischitano classe 1995, appartiene a questa categoria: un viaggio che unisce radici e ambizione, tradizione e innovazione, fino a raggiungere una delle cucine più prestigiose del pianeta, quella del Burj Al Arab di Dubai unico hotel a sette stelle al mondo .
Un cammino costruito giorno dopo giorno, servizio dopo servizio, con la forza di chi non ha mai smesso di credere nei propri sogni e di lavorare per trasformarli in realtà.
di Elena Mazzella
C’è un filo che unisce le cucine affacciate sul mare di Ischia ai piani altissimi del Burj Al Arab di Dubai. È il filo della determinazione, della fame di crescere, della capacità di trasformare un talento in un percorso internazionale. È il filo della storia di Carmine Mancusi, classe 1995, oggi Sous-Chef nell’unico hotel a sette stelle al mondo che presto ascolteremo ai microfoni di Nuvola Tv.
La sua avventura comincia tra i banchi dell’Istituto Alberghiero “V. Telese”, ma soprattutto tra i profumi delle cucine dell’isola: Miramare, Castello, San Montano. Luoghi che per molti sono mete di vacanza, ma che per lui sono stati laboratori di vita. Qui Carmine incontra i primi maestri, quelli che ti segnano per sempre: chef capaci di trasmettere tecnica, rigore e amore per un mestiere che non perdona improvvisazione.


Poi arriva il mondo. E Carmine lo attraversa con la stessa umiltà con cui si affronta un servizio difficile: testa bassa, cuore aperto, mani che imparano. Norcia, Capri, Roma, Firenze, Lombardia, Svizzera, Spagna, Dubai. Una geografia costruita a colpi di sacrifici, turni infiniti, valigie fatte e disfatte, ma anche di incontri preziosi con chef stellati e brigate che hanno lasciato un segno.
Non tutto è stato semplice. Le cucine, si sa, sono palestre dure: ti mettono alla prova, ti spingono oltre i tuoi limiti, ti costringono a crescere. Carmine lo racconta senza retorica: accanto ai professionisti straordinari, ha incontrato anche ostacoli, difficoltà, momenti in cui la strada sembrava troppo ripida. Ma è lì che ha imparato la parola che oggi lo definisce: resilienza.
E quella resilienza lo ha portato dove è ora: Sous-Chef al Jumeirah Burj Al Arab, simbolo mondiale del lusso, parte della brigata guidata da Andrea Migliaccio, due stelle Michelin al Capri Palace. Un traguardo che non è un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio.
Perché la storia di Carmine Mancusi non è solo quella di un ragazzo che ce l’ha fatta. È la storia di un sogno che non si è mai accontentato. Di un talento che ha scelto la disciplina. Di un’isola che gli ha dato le radici e di un mondo che gli ha dato le ali.
E oggi, mentre continua a crescere nella cucina più iconica del Medio Oriente, Carmine porta con sé la stessa promessa che lo ha accompagnato fin dall’inizio: non smettere mai di migliorarsi. Perché i sogni, quando li nutri con il lavoro, diventano percorsi. E i percorsi, quando li affronti con passione, diventano destino.










