mercoledì, Febbraio 4, 2026
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EVI Ischia, allarme dei sindacati: “Azienda a rischio scomparsa per il debito con la Regione”



Il futuro della gestione idrica sull’isola d’Ischia è a un bivio. Alla vigilia dell’importante assemblea del CISI (consorzio socio unico dell’EVI), le rappresentanze sindacali unitarie FEMAC Cisle e Filktem CGL hanno rotto il silenzio sulla precaria situazione dell’azienda.

Un debito pesante da 8 milioni

Al centro della preoccupazione c’è l’esposizione debitoria dell’EVI verso la Regione Campania, che ha superato la soglia critica degli 8 milioni di euro per le forniture idriche . Una cifra che mette a rischio non solo la stabilità finanziaria dell’ente, ma la sua stessa esistenza.

Lo spiraglio della Regione

Nonostante il quadro a tinte fosche, i sindacati intravedono una via d’uscita. Palazzo Santa Lucia avrebbe infatti mostrato disponibilità per una parziale cancellazione del debito e una rateizzazione agevolata . Questa soluzione, tuttavia, è subordinata a una forte e chiara iniziativa politica che deve partire dal territorio isolano .

L’appello ai sei Sindaci

Il messaggio dei lavoratori è diretto ai primi cittadini dei sei comuni di Ischia: è necessario muoversi in modo compatto verso Napoli per siglare un accordo salvataggio . Senza un intervento immediato, le conseguenze potrebbero essere pesantissime: interruzione della continuità del servizio, impossibilità di affrontare emergenze idriche e, non ultimo, il rischio per i livelli occupazionali dei dipendenti dell’azienda .

La tutela di questo patrimonio isolano è ora nelle mani della politica locale, chiamata a decidere il destino dell’acqua pubblica a Ischia.

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