Il direttore dell’associazione degli armatori, Salvatore Ravenna, denuncia: “Da 500mila a un milione al mese per il carburante”. Atteso il via libera della Regione per adeguare le tariffe.
Il caro carburanti torna a mettere in difficoltà i collegamenti marittimi del Golfo di Napoli. A lanciare l’allarme è Salvatore Ravenna, direttore dell’ACAP, l’associazione che riunisce gli armatori impegnati nei servizi di linea tra la terraferma e le isole. Le compagnie attendono il via libera della Regione Campania per adeguare le tariffe di aliscafi e traghetti, ritenuto ormai indispensabile per garantire la sostenibilità delle tratte.
Secondo Ravenna, l’aumento dei prezzi del carburante è direttamente collegato alla crisi internazionale in Medio Oriente, che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti, con ripercussioni immediate sul mercato energetico. “Il costo del carburante è raddoppiato: chi spendeva 500mila euro al mese, oggi arriva a un milione. I bilanci delle compagnie sono al limite”, ha dichiarato.


L’ACAP avverte che senza un intervento tempestivo potrebbero verificarsi aumenti dei biglietti, con conseguenze significative per le isole del Golfo. A rischio non sono solo i passeggeri occasionali, ma soprattutto:
• autotrasportatori, che garantiscono l’arrivo dei beni essenziali
• prodotti alimentari e di prima necessità, che potrebbero subire rincari
• lavoratori pendolari, già gravati da costi elevati
• flussi turistici, in crescita con l’avvio della stagione
Ravenna sottolinea che la situazione potrebbe incidere sulla continuità territoriale, mettendo in difficoltà residenti, imprese e operatori turistici. L’associazione chiede alla Regione un confronto rapido per evitare ripercussioni sulla mobilità e sull’economia delle isole.






