Il sindaco di Procida, Dino Ambrosino, interviene sulla recente decisione della magistratura che ha posto fine a un lungo procedimento riguardante la Polizia Municipale dell’isola. Una vicenda che, secondo il primo cittadino, ha lasciato strascichi profondi all’interno del corpo e nella macchina amministrativa.
Ambrosino definisce l’ultimo passaggio giudiziario come “un aspetto marginale” rispetto ai reati accertati negli anni in cui l’allora responsabile del servizio avrebbe esercitato un ruolo ritenuto eccessivo e non adeguatamente contenuto dagli amministratori dell’epoca. Il sindaco parla di un periodo segnato da “un delirio di onnipotenza”, che avrebbe inciso sul funzionamento del comando e sui rapporti interni.
Nonostante il tempo trascorso, Ambrosino sottolinea come il clima non sia del tutto pacificato. “C’è chi vive ancora la sindrome dell’abbandono”, afferma, riferendosi a comportamenti che descrive come “sgambetti, denunce e ritorsioni” rivolti a chi è rimasto in servizio. Un atteggiamento che, secondo il sindaco, rischia di alimentare divisioni e tensioni.
Per anni l’amministrazione ha tentato di ricomporre il quadro, anche attraverso la scelta di un comandante esterno, “scevra da condizionamenti e dinamiche paesane”. Una soluzione pensata per riportare equilibrio e serenità all’interno del corpo. Tuttavia, Ambrosino osserva come, a distanza di undici anni, alcune dinamiche conflittuali persistano.
Il sindaco rivendica il percorso intrapreso negli ultimi anni sulla valorizzazione del personale comunale, definendolo “una stagione più unica che rara”, caratterizzata – secondo la sua ricostruzione – da maggiore collaborazione e produttività. E avverte: “Indietro non si torna”, sottolineando il rischio di restituire spazio e potere a figure che in passato, avrebbero abusato del proprio ruolo.
La dichiarazione arriva in un momento in cui il Comune punta a chiudere definitivamente una pagina complessa della propria storia amministrativa, con l’obiettivo dichiarato di consolidare un clima di stabilità e continuità all’interno della Polizia Municipale.










