Forio – Non c’è pace per il ristorante di Cava dell’Isola, già gravemente danneggiato dai marosi del 12 e 13 febbraio e oggi nuovamente colpito, questa volta dalla mano dell’uomo. Nel tardo pomeriggio di Pasqua, infatti, un gruppo di giovanissimi si è introdotto all’interno della struttura – attualmente inagibile – devastandola con scritte, bombolette spray e danneggiamenti vari.


A raccontare l’accaduto sono i gestori, Imma e Mauro, fratelli che dal 2020 portano avanti l’attività fondata nel 1956 ed ereditata dal padre e dallo zio, oggi giunta alla terza generazione.
«Ieri pomeriggio, intorno alle 19, ero al bar Florio – spiega Imma – ho aperto le telecamere e ho visto dei ragazzi che erano entrati. Tre giovani, avranno avuto 14 o 15 anni. Si sono introdotti all’interno e hanno vandalizzato tutto: scritte con la bomboletta su pareti, tavoli, sedie e perfino sul soffitto».
Una volta sul posto, la scena era ancora peggiore di quanto apparso dalle immagini: «Abbiamo trovato sedie rotte, cassetti svuotati delle posate, tavoli capovolti, oggettistica sparsa ovunque. Hanno preso tovaglie fatte su misura e le hanno imbrattate con le bombolette. Sono entrati proprio dentro, come se fosse un gioco».
Imma e Mauro hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine: «Siamo arrivati con i carabinieri, che hanno constatato gli atti vandalici. Hanno interrogato alcune persone presenti in zona, che hanno confermato di aver visto quei ragazzi ma non immaginavano potessero aver combinato tutto questo».
Uno dei giovani sarebbe già stato riconosciuto, ma – spiegano i gestori – «i genitori non intendono assumersi responsabilità. Per questo procederemo con denuncia. Mi aspettavo almeno una telefonata da chi ha visto, perché è stato fatto a noi ma poteva capitare a chiunque. E nel giorno di Pasqua, poi: un gesto che va contro ogni principio».
Il ristorante, chiuso da febbraio, è ancora inagibile: «Il mare ci ha distrutto tutto. Stiamo procedendo con i lavori per salvare la stagione turistica e ripristinare l’accesso alla spiaggia e al ristorante. Le scale che portano al demanio sono private ma ad uso pubblico: ci preme restituire l’accesso alla spiaggia e stiamo lavorando con le istituzioni per farlo nel più breve tempo possibile».
Nonostante l’amarezza, i gestori non nascondono la volontà di trovare un punto d’incontro: «Da parte nostra c’era la volontà di un accordo, perché parliamo di ragazzi, poco più che bambini. Ma serve responsabilità da parte delle famiglie. Non possiamo far finta di niente».
Un nuovo colpo, dunque, per una realtà storica dell’isola, che da settant’anni rappresenta un presidio di accoglienza e tradizione sulla spiaggia di Cava dell’Isola. «Andiamo avanti – concludono Imma e Mauro – perché questa attività è la nostra vita e la nostra storia. Ma vedere tutto questo fa male».










