A pochi mesi dall’inizio della stagione balneare, la Regione Campania imprime una forte accelerazione sulla gestione delle coste e sull’accessibilità degli arenili. In un incontro molto partecipato tenutosi ieri 23 febbraio al Centro Direzionale di Napoli, la Giunta regionale ha indicato ai sindaci dei comuni costieri una linea chiara: almeno il 30% delle spiagge dovrà essere destinato alla libera fruizione, garantendo a tutti il diritto di accesso gratuito al mare.
La misura rientra nel percorso di redazione e aggiornamento dei Piani di Utilizzazione del Demanio Marittimo (PAD), strumenti fondamentali per regolamentare l’uso delle coste. L’obiettivo è superare la frammentazione del passato e costruire un modello omogeneo che sappia conciliare sviluppo turistico, tutela ambientale e funzione sociale degli arenili.
L’assessore al Turismo Enzo Maraio ha sottolineato l’importanza del metodo basato sul dialogo con i territori. “Vogliamo uno sviluppo turistico che non penalizzi la collettività”, ha spiegato, evidenziando come la quota del 30% non sia solo un parametro tecnico, ma uno strumento per rendere l’offerta balneare più sostenibile e trasparente.
La Regione punta anche sulla transizione digitale e su una gestione moderna del litorale, capace di attrarre investimenti qualificati e creare nuova occupazione. La pianificazione demaniale, nelle intenzioni della Giunta, dovrà diventare un volano per migliorare i servizi e valorizzare i chilometri di costa che attraversano l’intera regione, dal litorale domitio al Cilento.
Una nuova stagione per la pianificazione costiera
Sul piano tecnico, l’assessore al Governo del Territorio Enzo Cuomo ha annunciato una “nuova stagione” per la gestione urbanistica delle coste. La Regione affiancherà i comuni per superare gli ostacoli che finora hanno limitato la presenza di spiagge libere. “Vogliamo garantire ai cittadini almeno il 30% di arenili liberi e gratuiti già da questa estate”, ha dichiarato.
Il piano prevede una mappatura dettagliata delle coste, per evitare che le spiagge libere vengano relegate in aree marginali o difficili da raggiungere. L’obiettivo è assicurare spazi pubblici dignitosi, puliti e sicuri, anche in assenza di stabilimenti privati. Nelle prossime settimane saranno coinvolte anche le associazioni di categoria e gli operatori turistici, per trovare un equilibrio che tuteli imprese e cittadini.
Verso l’estate 2026: trasparenza e monitoraggio
La Regione punta a presentarsi alla prossima stagione balneare con una gestione del demanio finalmente trasparente. Ci sarà un monitoraggio rigoroso delle concessioni e l’applicazione di criteri meritocratici per l’assegnazione degli arenili. La tutela del mare, sottolinea la Giunta, passa anche dalla garanzia di una fruizione equa e accessibile.
Con questa iniziativa, la Campania si colloca tra le regioni più attive nel dibattito nazionale sulle concessioni balneari. Ora la palla passa ai sindaci, chiamati ad adeguare i propri piani comunali e a dimostrare, nei fatti, la capacità di garantire il diritto al mare come bene comune.










