L’Area Marina Protetta Regno di Nettuno compie un nuovo passo avanti nella tutela del proprio patrimonio naturalistico grazie all’arrivo dei ROV, i veicoli sottomarini a comando remoto che rivoluzioneranno le attività di monitoraggio e controllo dei fondali. Si tratta di strumenti tecnologicamente avanzati, messi a disposizione nell’ambito del progetto DigitAP promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e coordinato da Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
Ischia diventa centro di formazione tecnica






Per garantire la piena operatività delle nuove strumentazioni, l’AMP Regno di Nettuno ha ospitato sull’isola d’Ischia una delle sessioni di formazione dedicate ai futuri piloti dei ROV. La sede di Forio è stata il punto di riferimento per una settimana di lezioni teoriche e pratiche rivolte alle Aree Marine Protette coinvolte nel progetto.
Il corso, gestito dagli operatori economici specializzati vincitori della gara nazionale, ha fornito ai partecipanti tutte le competenze necessarie per montare, manovrare e mantenere in efficienza i veicoli subacquei, oltre a utilizzare i ROV per effettuare rilievi ambientali ad alta precisione.
Una rete di AMP unite dalla tecnologia
Alla settimana formativa hanno preso parte, insieme al personale dell’AMP Regno di Nettuno, anche operatori provenienti da:
• Area Marina Protetta Punta Campanella
• Area Marina Protetta Riserva Naturale Statale di Ventotene e Santo Stefano
• Area Marina Protetta Santa Maria di Castellabate
• Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta
• Parco Sommerso di Baia
• Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola
Un confronto tra realtà diverse ma accomunate dalla stessa missione: proteggere e valorizzare gli ecosistemi marini attraverso strumenti sempre più moderni ed efficaci.
Pronti alla fase operativa
Con la conclusione del percorso formativo, il personale dell’AMP Regno di Nettuno è ora pronto a utilizzare i ROV nelle attività quotidiane di monitoraggio. Questi veicoli permetteranno di osservare i fondali in tempo reale, documentare eventuali criticità, supportare le operazioni di ricerca scientifica e migliorare la capacità di intervento in caso di emergenze ambientali.
Un investimento in tecnologia e competenze che rafforza il ruolo dell’Area Marina Protetta come presidio attivo di tutela del mare e della biodiversità.










