venerdì, Febbraio 13, 2026
spot_img

Pozzuoli–Procida, il racconto shock di Lorenzo: “Rifiutato dal traghetto mentre tornavo dall’ospedale”



La denuncia social rilanciata da Giuseppe Giaquinto riaccende il dibattito sui diritti dei pazienti e sulla qualità dei servizi marittimi.

La testimonianza diffusa da Giuseppe Giaquinto sul proprio profilo social ha scosso profondamente la comunità isolana. Il caso sollevato dall’amico Lorenzo – o Laurent Beaumont – non è passato inosservato, perché racconta una vicenda che tocca un nervo scoperto: quello dei diritti dei cittadini più fragili e delle difficoltà quotidiane nei collegamenti marittimi.

“Cornuti e mazziati”, scrive Giaquinto, riprendendo un vecchio detto popolare per descrivere l’amara esperienza vissuta da Lorenzo. Un racconto che definisce “di estrema sincerità e crudeltà”, e che merita di essere ascoltato senza indifferenza.

Il racconto: “Mezzo morto, reduce da un intervento, e il traghetto non mi ha voluto imbarcare”

Lorenzo ricostruisce così la sua odissea:

sabato 7 febbraio, reduce da un intervento chirurgico e ancora in condizioni delicate, stava rientrando a Procida in ambulanza. Arrivato al porto di Pozzuoli, il traghetto su cui avrebbe dovuto imbarcarsi ha rifiutato l’accesso al mezzo di soccorso.

Il motivo? L’assenza a bordo di un sistema idoneo per far salire la barella.

Una giustificazione che, secondo quanto racconta, si è trasformata in un paradosso: non poteva restare in ambulanza nel garage, ma allo stesso tempo – sempre secondo le indicazioni ricevute – avrebbe dovuto scendere dalla barella, salire le scale e accomodarsi nel salone passeggeri. Tutto questo nonostante fosse reduce da un intervento, con due cateteri e in condizioni fisiche tutt’altro che compatibili con tale richiesta.

“Naturalmente in mezzo alla curiosità degli altri passeggeri”, aggiunge amaramente.

L’attesa forzata e l’intervento mancato delle autorità

Lorenzo racconta di essere stato costretto ad attendere il traghetto successivo, in condizioni tutt’altro che ideali, sdraiato sul lettino dell’ambulanza.

Nonostante la disponibilità degli operatori sanitari, la situazione è rimasta critica.

A peggiorare il quadro, il tentativo – fallito – di ottenere supporto dalla competente autorità portuale. “Invece di mediare, ci ha messo anche il carico di briscola”, denuncia Lorenzo, sottolineando un atteggiamento percepito come ostile e non risolutivo.

“Cittadini di serie B”: la denuncia che fa rumore

Il racconto si chiude con una frase che pesa come un macigno:

“Purtroppo, questo ci tocca a noi cittadini di serie B”.

Parole che sintetizzano un sentimento diffuso tra gli abitanti delle isole: la percezione di essere spesso penalizzati nei servizi essenziali, soprattutto quando si tratta di salute e mobilità.

Una vicenda che apre un caso più grande

La denuncia rilanciata da Giaquinto non è solo la storia di un disservizio. È il simbolo di una fragilità strutturale che riguarda:

• il trasporto dei pazienti non autosufficienti

• la mancanza di mezzi adeguati

• la gestione delle emergenze nei porti

• la tutela della dignità delle persone in condizioni di vulnerabilità

Il caso di Lorenzo, come sottolinea Giaquinto, non può lasciare indifferenti.

E riporta al centro un tema che da anni le comunità isolane chiedono di affrontare con serietà: garantire collegamenti marittimi realmente accessibili, sicuri e rispettosi dei diritti di tutti.

- Annuncio -

Articoli Correlati

Seguici sui Social

42,907FansLike
3,994FollowersFollow
9FollowersFollow

DIRETTA TV