martedì, Febbraio 10, 2026
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MICCIO: VIDEOSORVEGLIANZA E COOPERAZIONE, COSI’ DIFENDIAMO IL REGNO DI NETTUNO



Regno di Nettuno: patto con la Guardia Costiera e lotta alla pesca illegale

Una sinergia per la sicurezza in mare

La collaborazione per proteggere l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno si rinsalda grazie alla stretta sinergia con la Guardia Costiera. Il direttore Miccio ha espresso grande soddisfazione per la visita del nuovo direttore marittimo, confermando un lavoro congiunto che prosegue da anni con le Capitanerie di Ischia e Procida. L’obiettivo condiviso non riguarda soltanto l’esecuzione dei controlli, ma punta molto sulla prevenzione attraverso una corretta informazione a terra. Questa strategia serve a evitare che le imbarcazioni arrivino in zone dove non possono ancorare o si trovino in situazioni di difficoltà impreviste.

Il ritorno della videosorveglianza

Un aspetto fondamentale per la tutela dell’area riguarda il sistema di videosorveglianza, installato dal Ministero intorno al 2015 e rimasto parzialmente inutilizzato. L’ente sta lavorando per rimetterlo in sesto e lo ha recentemente mostrato ai vertici marittimi. L’Area Marina può utilizzare queste telecamere per scopi promozionali, mostrando la bellezza dei luoghi, ma l’auspicio è un altro. La speranza è che la Capitaneria faccia proprio questo sistema per utilizzarlo attivamente nel contrasto agli illeciti e per garantire una maggiore sicurezza nelle acque protette.

La difesa della piccola pesca artigianale

Il direttore ha chiarito la posizione dell’ente riguardo al rapporto con i pescatori locali di Ischia e Procida. Coloro che praticano la piccola pesca artigianale sono considerati una risorsa preziosa e svolgono il loro mestiere nel rispetto delle regole. Il confronto recente ha evidenziato la necessità di colpire chi invece pratica la pesca industriale in maniera illegale. Queste attività illecite non danneggiano soltanto l’ecosistema e i cittadini, trattandosi di un bene comune, ma colpiscono duramente proprio la categoria dei piccoli pescatori onesti.

Il danno economico del mercato nero

Chi commette reati ambientali nell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno spesso vende il pescato in nero, creando un grave danno economico. Non si tratta di perseguire i trasgressori per un semplice sfizio, ma di tutelare chi vive di pesca legale e subisce la concorrenza sleale. L’azione congiunta con la Capitaneria mira a circoscrivere al minimo gli illeciti ambientali in questo ambito. Proteggere il mare significa garantire un futuro sostenibile sia per l’ambiente che per i lavoratori del settore.

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