Crollo Palazzo d’Avalos: paura a Procida, il sindaco Ambrosino spiega i piani di recupero
Il sopralluogo tecnico dopo il cedimento
Il crollo Palazzo d’Avalos ha richiesto un intervento immediato da parte dell’amministrazione comunale per valutare i danni strutturali. Dino Ambrosino ha confermato che l’ufficio tecnico ha effettuato un sopralluogo urgente insieme a una ditta incaricata già dal mattino seguente. Il primo cittadino è stato costretto a firmare un’ordinanza di chiusura per garantire la pubblica incolumità nell’area interessata. Tuttavia, è stato precisato che il cedimento non riguarda il nucleo storico rinascimentale del complesso monumentale cinquecentesco. La struttura colpita è infatti l’ex Caserma delle Guardie, un edificio risalente all’Ottocento. Questa distinzione è fondamentale per comprendere la reale entità del danno subito dal vasto patrimonio locale.
Un’area già interdetta al pubblico
L’area interessata dal cedimento era già stata interdetta da tempo a causa di problemi strutturali noti agli uffici competenti. Ambrosino ha sottolineato che la zona sottostante non era agibile e quindi non accessibile ai visitatori o ai cittadini. Nonostante il forte impatto visivo dell’accaduto, non ci sono state conseguenze fisiche per le persone che frequentano il sito. La preoccupazione resta alta, ma questo evento non ferma il percorso di valorizzazione del sito monumentale. Il sindaco ha ribadito che la fruizione turistica del complesso principale continuerà senza sosta. Gli investimenti messi in campo per il rilancio della struttura rimangono una priorità assoluta per l’isola.
Messa in sicurezza e fondi comunali
L’amministrazione deve ora agire rapidamente per risolvere il problema della sicurezza lungo il percorso di accesso al palazzo. Saranno installati sbarramenti efficaci per proteggere chi attraversa il cortile da eventuali nuovi distacchi di materiale. Questa iniziativa urgente rientra nelle capacità economiche del bilancio comunale di Procida e sarà attuata a breve. L’obiettivo è garantire che il crollo Palazzo d’Avalos non impedisca il transito sicuro verso le aree visitabili del complesso. Si tratta di una soluzione tampone necessaria per gestire l’emergenza nell’immediato e ripristinare la tranquillità. La sicurezza dei cittadini e dei turisti rappresenta il punto fermo di ogni azione intrapresa dal Comune.
La necessità di grandi investimenti strutturali
Per il recupero definitivo dell’ex Caserma ottocentesca servono interventi ben più onerosi e complessi rispetto alla messa in sicurezza. Ambrosino ha citato l’esempio dell’Ospedaletto, dove sono in corso lavori finanziati dal PNRR per tre milioni di euro. Una cifra simile sarebbe necessaria per rigenerare completamente l’immobile colpito dal cedimento recente e restituirlo alla comunità. Il Comune può gestire la progettazione e la gara d’appalto con le proprie risorse tecniche interne. Tuttavia, per coprire i costi dei lavori sarà indispensabile ottenere finanziamenti regionali o ministeriali. Solo così si potrà trasformare questa criticità in una nuova occasione di recupero architettonico.










