Dopo il crollo avvenuto nella notte lungo il costone della Corricella, il sindaco Dino Ambrosino interviene con una dichiarazione netta che punta il dito contro la scarsità dei fondi nazionali destinati alla messa in sicurezza del territorio. Un tema che, sottolinea il primo cittadino, non riguarda solo Procida ma l’intero Paese.


“La messa in sicurezza del territorio è un’emergenza nazionale – afferma Ambrosino – e i 500.000 euro previsti dal Governo per il 2026, da dividere tra 8.000 comuni, sono del tutto insufficienti”. Il sindaco ricorda che quelle risorse derivano dai 2,2 miliardi stanziati nella Legge di Bilancio 2019, poi drasticamente ridotti dal Decreto PNRR 4 e dalla Legge di Bilancio 2025.
Il crollo alla Corricella: cause e dinamiche
Ambrosino entra poi nel merito della frana che ha interessato il costone della Corricella, spiegando che la conformazione dell’area presenta criticità strutturali note da tempo.
“La consistenza del costone è estremamente irregolare. Alla base c’è uno strato friabile che si erode con vento e mare. La porzione crollata era un grande mensolone di tufo privo della roccia di appoggio. Le piogge continue dell’ultimo mese hanno appesantito il terreno e il blocco è collassato”.
Il sindaco precisa che la frana non ha interessato le zone già messe in sicurezza con la rete di contenimento, anche se l’intera area sarà comunque oggetto di ulteriori interventi programmati.
“Le lavorazioni non hanno causato la frana”
Ambrosino respinge inoltre qualsiasi ipotesi di correlazione tra i lavori in corso e il cedimento:
“Le lavorazioni sinora eseguite non hanno avuto alcun ruolo nell’innesco della frana. Le immagini dall’alto mostrano chiaramente quanti scogli siano caduti in mare negli ultimi decenni”.
Il cantiere, già fermo da alcuni giorni per la sospensione mensile prevista, non dovrebbe subire ripercussioni.
L’appello del sindaco
La conclusione è un invito al Governo a riconsiderare le priorità:
“Procida, come tanti altri territori fragili, ha bisogno di risorse adeguate e continue. Non possiamo affrontare emergenze strutturali con fondi simbolici”.










