Una battuta di pesca destinata a restare nella memoria. Il prof. Umberto Lucio Amore e il veterano della pesca Ciro Cirillo hanno portato a riva un autentico gigante del mare: un grongo di circa 22 chilogrammi, frutto di una lunga e impegnativa battaglia nelle acque di Forio.
Si tratta di un predatore potente, scaltro e tutt’altro che semplice da affrontare. Il grongo vive nascosto tra rocce, grotte e relitti, esce soprattutto di notte e, quando abbocca, inizia la vera sfida. Si avvinghia al fondo, sfrutta la forza del suo corpo muscoloso e mette alla prova attrezzatura, tecnica e sangue freddo. Solo chi è davvero preparato riesce a portarlo a bordo.
Oltre al fascino della cattura, il grongo è anche un pesce molto apprezzato in cucina: carne soda, sapore deciso, perfetto per zuppe di mare e ricette tradizionali. Non è un pesce “semplice”, ma quando arriva in tavola regala soddisfazioni immense.
La leggenda del grongo
Tra i pescatori più anziani circola una storia affascinante: il grongo sarebbe il guardiano delle grotte marine. I grandi esemplari, raccontano, vivono per decenni negli stessi anfratti e conoscono il mare meglio degli uomini. Catturarne uno significa, secondo la tradizione, avere avuto il favore del mare in quel giorno speciale.
Quella di Amore e Cirillo è dunque una cattura che merita rispetto e applausi: esperienza, pazienza e determinazione hanno reso possibile un risultato che non si vede tutti i giorni.
Complimenti a entrambi per l’impresa.










