domenica, Febbraio 1, 2026
Visita il sito

Ischia: un alunno speciale e un maestro dell’anima: l’ultima lezione del prof. Castagna



Ci sono storie che non restano chiuse tra le mura di una scuola. Storie che parlano di crescita, di fiducia, di cura reciproca. Storie che diventano testimonianze di ciò che l’educazione dovrebbe essere: un incontro tra persone. Una di queste è quella raccontata dal prof. Domenico Castagna, che si avvia al suo ultimo anno di insegnamento prima della pensione.

Il professore ha voluto condividere un pensiero dedicato a X., un alunno che definisce “speciale”. Non perché richieda attenzioni particolari, ma perché è capace di donarne moltissime. Un ragazzo arrivato alle scuole medie parlando poco o niente, chiuso nel suo mondo, ma che giorno dopo giorno ha trovato il coraggio di aprirsi grazie alla pazienza dei compagni e all’affetto dei docenti.

La crescita di un ragazzo e la forza della relazione

Con il tempo, X. ha arricchito il suo linguaggio, ha imparato a esprimere pensieri, emozioni, desideri. Ha iniziato a raccontare la bellezza di ciò che sente. Frequenta la scuola con costanza, vive le sue prime simpatie adolescenziali — come quella per “la bionda dagli occhi azzurri della seconda fila” — e segue le lezioni con attenzione, impegno e una dolcezza disarmante.

A volte chiede alla professoressa Giovy il permesso di alzarsi per abbracciare il suo insegnante o dargli un bacio sulla guancia, soprattutto quando teme di averlo fatto arrabbiare. È il suo modo di chiedere scusa, di ristabilire un equilibrio emotivo che per lui è fondamentale.

Ora X. sa che presto andrà alle scuole superiori. E ci vuole andare. Ma vorrebbe portare con sé tutti: compagni, docenti, affetti. Nessuno escluso.

Il rito del “baar”: una piccola grande scuola di vita

Tra i momenti più preziosi, il prof. Castagna ricorda quelli del “baar”, quando X. lo accompagna a prendere il caffè per i colleghi. Un gesto semplice, quasi banale, ma che per il ragazzo è una palestra di autonomia: lì impara a fare i conti, a controllare il resto, a osservare come si prepara un caffè, ma soprattutto come si è gentili nel chiedere e nel ricevere.

Piccoli gesti che diventano grandi insegnamenti.

Una foto che parla di futuro

La foto scattata dalla collega Giovy ritrae il professore e X. mentre camminano dando le spalle alla scuola. Un’immagine che Castagna definisce “profetica”: tra qualche mese, infatti, X. andrà alle superiori e lui andrà in pensione. Strade diverse, ma un tratto di cammino condiviso che resterà nel cuore di entrambi.

“Ciò che è stato costruito con cura, amore e rispetto… non va perso. Va avanti.” scrive il professore. Ed è difficile immaginare parole più vere.

Il senso più profondo dell’insegnare

Il messaggio si chiude con una frase che racchiude l’essenza del rapporto tra docente e alunno:

“È lui che guida me, non il contrario.”

Una dichiarazione che racconta la verità più autentica della scuola: gli insegnanti non sono solo guide, ma anche compagni di viaggio. E a volte sono proprio gli alunni a indicare la direzione, a ricordare cosa conta davvero.

Nel suo ultimo anno di insegnamento, il prof. Castagna ci lascia una testimonianza preziosa: l’educazione è un atto d’amore. E l’amore, quando è autentico, non finisce. Continua. Sempre.

- Annuncio -

Articoli Correlati

Seguici sui Social

42,907FansLike
3,994FollowersFollow
9FollowersFollow

DIRETTA TV