sabato, Gennaio 31, 2026
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Procida, Ambrosino: “Metà della costa è a rischio. Servono fondi veri, non briciole”



Il sindaco di Procida, Dino Ambrosino, lancia un nuovo e deciso appello sul tema della sicurezza costiera, una delle emergenze più delicate per l’isola. Con parole nette, il primo cittadino ha ricordato come almeno la metà dei 16 chilometri di costa procidana presenti condizioni di rischio, imponendo ogni anno interventi, monitoraggi e misure di interdizione.

“Ogni primavera – spiega Ambrosino – rinnoviamo la segnaletica che vieta l’accesso alle aree più pericolose. E negli ultimi undici anni abbiamo investito 13 milioni di euro, la cifra più alta tra tutte le spese in conto capitale del Comune”. Un impegno costante, che però non basta a fronte di un territorio fragile e complesso.

Costi altissimi per pochi metri di sicurezza

Il sindaco ha ricordato come la messa in sicurezza dei versanti abbia costi elevatissimi:

• 2,5 milioni di euro per circa 100 metri lineari, sia alla Chiaia che a Terra Murata;

• 4 milioni per il versante della Corricella;

• 1,8 milioni per Ciraccio, l’area più critica, dove i crolli si ripetono con frequenza.

Su Ciraccio, Ambrosino sottolinea che si è ancora nella fase di progettazione: “L’ipotesi allo studio punta alla difesa dell’intera baia, con tutte le complicazioni tecniche e ambientali che questo comporta”.

Per altre zone sensibili – Faro, Spiaggia degli Innamorati, Spiaggia dell’Asino – sono state finanziate e completate solo le progettazioni preliminari.

“Le amministrazioni fanno la loro parte, ma i fondi statali sono insufficienti”

Il sindaco evidenzia come il problema non sia la volontà degli enti locali: “Questo lavoro dimostra che da noi, come in tante realtà d’Italia, non manca la buona volontà delle amministrazioni. Il vero nodo è che le richieste che ogni anno arrivano al Governo sono dieci volte superiori alle risorse disponibili”.

Ambrosino definisce “inaccettabile” lo stanziamento previsto per il 2026: 500.000 euro per la messa in sicurezza del territorio in tutta Italia. “È un millesimo di quanto realmente occorre. Se la politica non si determina a sostenere le necessità dei territori, le passeggiate sui luoghi dei disastri restano solo sceneggiate”.

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