Era un passaggio atteso e ora è ufficiale: l’inchiesta sulla tragica alluvione che il 26 novembre 2022 ha colpito Casamicciola Terme entra in una nuova fase. La Procura di Napoli ha modificato l’impostazione del procedimento, passando dal fascicolo contro ignoti all’iscrizione nel cosiddetto modello 21, che identifica persone potenzialmente responsabili di fatti penalmente rilevanti.
Sotto la lente dieci anni di amministrazione
I magistrati hanno puntato i riflettori sulla governance del territorio nell’ultimo decennio. Gli accertamenti riguardano in modo specifico gli amministratori che hanno guidato il comune termale dal 2012 in poi. Nel mirino degli inquirenti ci sono i sindaci, gli assessori che hanno ricoperto la delega alla Protezione Civile e i responsabili degli uffici tecnici comunali succedutisi nel tempo.
Le ragioni della svolta: l’opposizione all’archiviazione
Questo cambio di passo arriva dopo la decisione del GIP di Napoli che, lo scorso dicembre, ha respinto la richiesta di archiviazione presentata inizialmente. Sebbene sia stato riconosciuto il carattere eccezionale e imprevedibile delle precipitazioni di quella notte, il giudice ha ritenuto necessario approfondire eventuali responsabilità istituzionali.
Le omissioni al centro dell’indagine
L’inchiesta cercherà di fare luce su diverse criticità che potrebbero aver aggravato le conseguenze del fango:
- La mancata manutenzione degli alvei e dei versanti.
- L’assenza o l’inadeguatezza del Piano Comunale di Protezione Civile.
- La gestione dell’abusivismo edilizio in aree classificate ad alto rischio idrogeologico.
Secondo il GIP, proprio queste carenze avrebbero avuto un ruolo determinante nella tragedia che è costata la vita a 12 persone. La Procura sta ora traducendo questi dubbi in un elenco formale di nomi che presto riceveranno gli avvisi di garanzia.










