Si conclude, dopo oltre un decennio, la vicenda giudiziaria nata da una caduta avvenuta nel 2013 lungo un marciapiede dissestato nel centro di Forio. Una donna, residente a Ercolano, riportò lievi lesioni dopo essere inciampata sulla pavimentazione irregolare in via Matteo Verde, episodio che diede avvio a una lunga causa civile contro il Comune.
In primo grado il giudice di Pace del Tribunale di Ischia aveva riconosciuto una responsabilità prevalente dell’ente, ritenendo il dissesto del marciapiede causa dell’incidente, ma aveva comunque attribuito un concorso di colpa alla pedone, valutando che una maggiore attenzione avrebbe potuto evitare la caduta.
La causa è poi approdata in appello davanti alla sezione distaccata del Tribunale di Ischia, dove sono state riesaminate testimonianze, fotografie e condizioni dei luoghi. I giudici hanno riconsiderato l’intero quadro probatorio, giungendo a una conclusione diversa: il dissesto era visibile, non occulto, e l’illuminazione presente in quel tratto di strada era sufficiente a consentire a un pedone di evitare l’ostacolo con l’ordinaria diligenza.
Questa valutazione ha portato a ridimensionare la responsabilità del Comune, riconoscendo un ruolo determinante alla condotta della stessa danneggiata, in linea con l’orientamento giurisprudenziale secondo cui, quando l’anomalia è percepibile, il comportamento del pedone può interrompere o attenuare il nesso causale.
La sentenza d’appello chiude così un contenzioso durato anni, segnando un punto fermo su un tema ricorrente nelle aule giudiziarie: la responsabilità degli enti locali nella manutenzione delle strade e, parallelamente, il dovere di attenzione richiesto a chi le percorre.










