La comunità di S. Angelo, di Succhivo, di Panza e l’intera isola d’Ischia si sono strette attorno alla figura di Don Vincenzo Fiorentino, scomparso pochi giorni dopo aver festeggiato i suoi settanta anni di sacerdozio. Nella chiesa di San Leonardo, gremita di fedeli, si sono celebrati i solenni funerali presieduti dal vescovo Carlo Villano, che ha rivolto alla comunità un messaggio intenso e colmo di gratitudine.
“Perché Don Vincenzo ha speso la sua vita per noi? La risposta è semplice: perché ci sentiamo chiamati a farlo”. Con queste parole il vescovo ha aperto la sua omelia, ricordando la vocazione profonda che ha guidato l’intera esistenza di Don Vincenzino, come affettuosamente veniva chiamato da tutti.
Il presule ha tracciato il profilo di un sacerdote che ha orientato ogni gesto “al bene e verso il bene”, animato da una mente e da un cuore “traboccanti di un dono di Dio”. Un dono così grande, ha sottolineato Villano, “da non poter essere trattenuto per sé”, ma condiviso quotidianamente con chiunque incontrasse sul suo cammino. La comunità stessa, ha aggiunto, è oggi “segno vivo della sua presenza e della sua testimonianza”.
Nel suo messaggio, il vescovo ha voluto esprimere anche il ringraziamento ufficiale della Chiesa di Ischia: “A nome della nostra Chiesa, arriva il nostro grazie. Il grazie per come ha speso la sua vita, per la dedizione, la fedeltà, la cura con cui ha accompagnato generazioni di fedeli”.
Il messaggio si è conclusa in un clima di profonda commozione, con la consapevolezza di salutare non solo un sacerdote, ma un punto di riferimento spirituale e umano che ha segnato la storia della comunità panzese e dell’intera isola.










