Il Comune di Lacco Ameno ha emesso un’ordinanza di demolizione nei confronti del proprietario di un immobile situato in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, dopo aver accertato la realizzazione di diverse opere edilizie prive di qualsiasi titolo autorizzativo.
Secondo la relazione tecnica dell’Ufficio comunale, negli ultimi anni sarebbero stati completati e rifiniti alcuni locali già dichiarati abusivi in passato, oltre alla costruzione di un balcone in cemento armato e alla chiusura con lamiere di una struttura adibita a ricovero animali. Tutti interventi qualificati come nuove costruzioni, quindi soggetti a permessi edilizi e paesaggistici mai richiesti.
“in epoca recente e in violazione delle normative
urbanistiche e paesaggistiche, ha realizzato senza alcun titolo:
▪ le opere di completamento e di rifinitura al monolocale di 28 mq, sito al piano terra del compendio e già dichiarato abusivo con Ordinanza
sindacale di demolizione n. 26 del 29.04.1998 e di sospensione n. 25 del 18.10.2005;
▪ le opere di completamento e di rifinitura all’appartamento di 60 mq, sito al primo piano del compendio e già dichiarato abusivo con Ordinanze
sindacale di demolizione n. 26 del 29.04.1998 e n. 33 del 05.10.1999 e Ordinanza di sospensione n. 01 del 18.01.1999;
▪ la realizzazione di un balcone in cls delle dimensioni di circa 4,10X1,10 ml;
▪ la chiusura con lamiere metalliche, in ragione delle preesistenti reti frangivento e vecchie reti metalliche, dei perimetrali di una baracca ad uso
ricovero animali di 24 mq sita nell’orto antistante l’appartamento al Primo Piano del compendio e già dichiarato abusivo con Ordinanza di
demolizione n. 36 del 11.12.2000;
– Rilevato, che le sopradescritte opere sono:
• prive di titolo abilitativo;
• interventi ” di nuova costruzione “, riconducibili alla definizione di cui all’art 3, lett. e), del T.U.E. – D.P.R. n° 380/01
e ss. mm. ed ii., in quanto costituiscono inconfutabilmente nuovi organismi edili, caratterizzati da un proprio impatto
ambientale e, dunque, idonei a determinare una trasformazione del territorio;
• soggette al regime di specifiche norme che subordinano il rilascio del titolo edilizio al parere di compatibilità con il
vincolo paesaggistico ai sensi art. 146 del Codice BB.CC. e PP. – D. L.vo n° 42/04 e ss. mm. e ii.;
– Accertato che le opere abusive sono in contrasto con le normative urbanistiche, paesaggistiche e degli obblighi di denuncia al genio
civile;”.
L’amministrazione ha ordinato la demolizione delle opere e il ripristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni, avvertendo che, in caso di mancata ottemperanza, l’intera area — circa 318 metri quadrati — sarà acquisita gratuitamente al patrimonio comunale. È prevista inoltre una sanzione amministrativa di 20.000 euro, trattandosi di interventi in area vincolata.
L’ordinanza ricorda che, trascorsi 180 giorni senza avvio delle procedure di demolizione, la competenza passerà al Prefetto, che potrà procedere anche tramite il Genio Militare. La Polizia Municipale è incaricata dei controlli, mentre il destinatario del provvedimento potrà presentare ricorso al TAR entro 60 giorni o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Una vicenda che riporta l’attenzione sul tema dell’abusivismo edilizio in aree sensibili e sulla necessità di garantire il rispetto delle norme urbanistiche e paesaggistiche.










