La Campania affronta una nuova e grave emergenza sanitaria legata alla carenza di medici di medicina generale. Su 704 incarichi messi a bando, solo 356 sono stati assegnati, meno della metĂ . Un dato giĂ critico che diventa allarmante osservando la situazione delle aree piĂą fragili.
Il caso più emblematico è quello di Ischia, dove tutte le 10 posizioni disponibili sono rimaste scoperte: nessun medico ha scelto di aprire uno studio sull’isola. Una circostanza che pesa su un territorio già segnato da difficoltà logistiche, collegamenti complessi e una popolazione con una forte presenza di anziani, quindi più bisognosa di assistenza continuativa.
Problemi analoghi emergono anche in altre zone considerate disagiate, come la penisola sorrentina e il Cilento, ma Ischia rappresenta l’unico caso di totale assenza di adesioni.
A livello provinciale, la situazione non migliora: Napoli copre appena il 49% dei posti, mentre Salerno si ferma al 40%.
Secondo Luigi Sparano, segretario regionale della FIMMG, la scarsa partecipazione sarebbe legata alla mancata definizione da parte della Regione Campania delle aree disagiate e dei relativi incentivi economici, elementi che avrebbero dovuto rendere piĂą attrattivi gli incarichi piĂą complessi, come quelli nelle isole.
Critico anche Giovanni Senese, che attribuisce la crisi a “anni di politiche sbagliate”. Nel mirino finisce il nuovo Ruolo Unico di Assistenza Primaria, giudicato troppo rigido e poco vantaggioso per i giovani medici, insieme all’accordo integrativo regionale, considerato un passo indietro sia sul piano professionale che economico.
Le soluzioni tampone adottate finora – proroghe e incarichi provvisori – non sembrano in grado di colmare il vuoto.
Per Ischia, senza interventi strutturali e incentivi mirati, il rischio concreto è un ulteriore peggioramento dell’assistenza sanitaria di base, con ripercussioni dirette sulla qualità della vita dei residenti.










