Lacco Ameno. Il sindaco Giacomo Pascale interviene nuovamente sulla complessa vicenda dell’approdo turistico, offrendo ai cittadini un aggiornamento dettagliato e ribadendo la linea dell’amministrazione: riportare il porto in mano pubblica e ristabilire piena trasparenza nella gestione.
Nel suo messaggio, Pascale ricorda i ricorsi presentati dalla società Palermo Group contro le delibere del Consiglio Comunale che sancivano la volontà dell’ente di riprendere il controllo dell’infrastruttura portuale. Una battaglia amministrativa che ha visto il Comune impegnato anche sul fronte dell’accesso agli atti, ottenuto tramite il legale dell’ente, Avv. Bruno Molinaro, presso l’Autorità Portuale.
Dall’istruttoria avviata in seguito all’accesso agli atti – ricorda Pascale – è emerso che la società fosse titolare unicamente di una concessione demaniale marittima ex art. 36 del Codice della Navigazione, peraltro scaduta, e limitata al mantenimento di un piccolo chiosco di 6 mq a Mergellina, destinato a edicola e punto informativo con attività di noleggio nautico.
Nonostante ciò, la stessa società oggi sostiene che il Piano Economico-Finanziario (PEF) predisposto dal Comune per la gestione diretta dell’approdo sarebbe “strutturalmente insostenibile” sotto il profilo economico, finanziario e giuridico, arrivando a ipotizzare rischi contabili per l’ente e persino un possibile intervento della Corte dei Conti.
Il TAR discuterà il ricorso il 26 febbraio
La controversia approderà davanti alla giustizia amministrativa: la Settima Sezione del TAR Campania ha fissato la discussione del ricorso per il 26 febbraio alle ore 12.00.
Pascale, con tono fermo, rassicura i cittadini: “So cosa state pensando… e avete ragione. Ma tranquilli, indietro non si torna”. Il sindaco richiama inoltre l’intervento della Procura della Repubblica, che avrebbe contribuito – a suo dire – a ristabilire la legalità nella vicenda.
“Continuiamo a credere nell’interesse pubblico”
Il primo cittadino ribadisce la fiducia nel lavoro dell’avvocato Molinaro e nella possibilità che, anche in Italia, “ogni tanto prevalga davvero l’interesse pubblico”.
Ma Pascale sottolinea anche un punto rimasto in ombra nel dibattito: nelle casse comunali manca ancora un milione di euro relativo agli anni passati. “Stranamente, però, nessuno ne parla più”, afferma.










