Il processo per la morte di Marta Maria Ohryzko si è aperto a Napoli con elementi di forte complessità: la psichiatra che aveva seguito la donna ha cambiato versione sulle ustioni riscontrate sul corpo, mentre l’imputato Ilia Batrakov continua a negare ogni accusa.
Il caso
Marta Maria Ohryzko, 32enne di origine ucraina, fu trovata senza vita il 13 luglio 2024 in un dirupo a Vatoliere, nel comune di Barano d’Ischia. Inizialmente la sua morte era stata attribuita a una caduta accidentale, ma le indagini dei carabinieri hanno portato a una ricostruzione ben diversa: secondo la Procura di Napoli, la donna sarebbe stata vittima di un femminicidio, soffocata dal compagno dopo una lunga agonia
Alla sbarra c’è Ilia Batrakov, cittadino russo di 43 anni, già detenuto a Poggioreale per maltrattamenti aggravati. L’uomo è accusato di omicidio volontario pluriaggravato. Difeso dagli avvocati Rocco Maria Spina e Ciro Pilato, ha presenziato alla prima udienza senza rilasciare dichiarazioni
Le nuove rivelazioni
Durante l’udienza è emerso un giallo sulle ustioni riscontrate sul corpo della vittima. La psichiatra che aveva seguito Marta ha modificato la propria versione rispetto alle prime dichiarazioni, alimentando ulteriori dubbi sulla dinamica dei fatti.
La ricostruzione della Procura
Secondo l’accusa, Marta sarebbe caduta nel dirupo riportando una frattura alla caviglia. Invece di soccorrerla, Batrakov l’avrebbe colpita e soffocata, lasciandola agonizzare per ore. Gli inquirenti hanno raccolto sms e intercettazioni che documentano le richieste di aiuto della donna, rimaste ignorate dal compagno
Il contesto giudiziario
La terza sezione della Corte di Assise di Napoli ha avviato il dibattimento, che dovrà chiarire le responsabilità e ricostruire con precisione le ultime ore di vita della giovane. La Procura, con il sostituto Alfredo Gagliardi e l’aggiunto Raffaello, sostiene l’impianto accusatorio basato su indizi gravi e concordanti.
Un processo delicato
Il caso ha suscitato grande attenzione mediatica e sociale, inserendosi nel drammatico fenomeno dei femminicidi. La comunità di Ischia attende con apprensione gli sviluppi del processo, che dovrà stabilire se la morte di Marta fu davvero un tragico incidente o, come sostiene l’accusa, un omicidio aggravato da una lunga serie di maltrattamenti.













