Un cameriere, un sogno e Libero Bovio al Gambrinus: la nuova sfida teatrale della professoressa Mastroianni
Un ritorno in scena tra parole, musica e drammatizzazione
La professoressa Mastroianni torna con un nuovo scritto e lo fa scegliendo una forma ambiziosa e popolare insieme: una rappresentazione teatrale inedita in cui, come viene spiegato nellβintervista, convivono musica e drammatizzazione. Il progetto nasce con una regia affidata al maestro Gaetano Maschio, ringraziato βsentitamente dal profondo del cuoreβ per un metodo di lavoro che punta al dettaglio: Maschio, viene sottolineato, βva nei particolariβ e, se non li trova, βse li va a trovareβ, fino a crearli e restituirli in scena. Γ una dichiarazione di poetica oltre che di stima, perchΓ© colloca lβoperazione su un crinale preciso: quello di un teatro che non si limita a raccontare, ma costruisce atmosfera e veritΓ attraverso la cura artigianale.
Gennarino Camarota e il βsalotto di Napoliβ: il Gambrinus come palcoscenico della cittΓ
Il testo ruota attorno a un personaggio fortemente identitario: un cameriere napoletano, Gennarino Camarota, in servizio nel CaffΓ¨ Gambrinus, indicato come il βrinomato caffΓ¨β, il βsalotto di Napoliβ, incastonato in piazza Trieste e Trento. Mastroianni insiste sul cuore emotivo del protagonista: Gennarino ama lβarte e il teatro con una passione che diventa quasi dichiarazione di vita, raccontata con inflessione e parole che richiamano la musicalitΓ del parlato napoletano. Γ un uomo che si consuma e si alimenta nello stesso gesto, tra il lavoro di cameriere e lβattrazione irresistibile per la scena: unβimmagine che, per chi conosce Napoli, suona come un ritratto collettivo, dove lβordinario si intreccia continuamente con lβimmaginazione.
Lβincontro allβalba: Libero Bovio e lβinvito a βvivere il sognoβ per tre giorni
La trama si accende in un momento preciso e concreto: al mattino presto, βverso le 5:00β, quando Gennarino sistema sedie e tavolini e rimette in ordine il locale. A un certo punto nota una persona seduta a un tavolino, vista di spalle; si avvicina e domanda come sia possibile essere lΓ¬ a quellβora, poi la rivelazione: βMa voi siete voi maestro?β, Γ¨ Libero Bovio. Da qui, viene detto, βcomincia il sognoβ, e alla vicenda si aggiunge anche βVianβ, aprendo ulteriori risvolti che lβautrice non anticipa per non togliere sorpresa al pubblico. Sul punto della presenza personale, Mastroianni Γ¨ netta: βNo, no, no, assolutamente noβ, escludendo una sua interpretazione diretta. Lβinvito finale Γ¨ scandito anche nei tempi: lo spettacolo si puΓ² vivere βvenerdΓ¬, sabato e domenicaβ, tre giorni per βgustarsi e vivere questo sognoβ e, soprattutto, per entrarci, perchΓ© β Γ¨ la chiosa che diventa manifesto β βsenza sogno noi che facciamo? Niente.β
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