CALCIO – PROCIDA, ALTRA VITTIMA DI CRISANO: SI DIMETTE IL DS MARIO LUBRANO

Volevo condividere con tutti voi la mia decisione di lasciare il Procida Calcio e di dimettermi dal ruolo di direttore sportivo. Per la prima volta, dopo 13 stagioni consecutive in cui ho sempre avuto un ruolo all’interno di questa società, esisterà un Procida senza di me. Si tratta di una scelta sofferta, ma ponderata. Probabilmente anche troppo, perché non è facile lasciar andare via l’amore di una vita. Per me il Procida è esattamente questo e chi mi conosce lo sa. A questa squadra ho dedicato ore e ore della mia vita. Ho sacrificato weekend, tolto tempo a lavoro, studio, amici, fidanzate. Ma, purtroppo, oggi non ci sono più le condizioni per andare avanti. Un anno e mezzo fa ho deciso di mettermi in gioco nel momento forse più difficile della storia recente del Procida, perché sono sempre stato convinto che quando si ama veramente qualcosa bisogna farsi avanti soprattutto in queste situazioni di difficoltà. Non avevamo un titolo sportivo, c’erano zero giocatori e pochi soldi. Ma siamo ripartiti andando a una manciata di minuti dall’Eccellenza. Oggi, tutto quello in cui avevo investito in quest’ultimo anno e mezzo, purtroppo è stato spazzato via. Dalla procidanità (in primis) al calcio fatto di passione, rispetto e valori. Quei valori che hanno permesso al Procida di diventare una realtà consolidata del panorama calcistico campano. Con le lacrime agli occhi, con il cuore che trema e con tanta rabbia lascio andare un qualcosa che mi ha accompagnato per metà della mia vita. Decisione sofferta ma inevitabile, ma questa storia mi ha insegnato tante cose. Due in particolare. Che ragionare con il cuore non è mai sbagliato: forse non otterrai sempre dei risultati, ma non sarai mai solo! E che, purtroppo, chi nasce tondo non può morire quadrato. E, in questo caso, ogni riferimento a fatti o persone NON è puramente casuale.

In questo momento mi sento di ringraziare tante persone. In primis il grande presidente Luigi Muro che, nonostante sia stato lasciato spesso solo in momenti di difficoltà, ha permesso al Procida di diventare una grande realtà del calcio campano. Spero di aver ripagato, almeno in parte, l’enorme fiducia che ha riposto in me. Ringrazio gli altri dirigenti: dallo straordinario Mariano a Gerardo e Matteo Lubrano, passando per Salvatore Marrazzo, Salvatore Consalvo, Matteo Germinario, Luigi Manzueto, Antonio Forte, Pasquale Quirino, Vincenzo il magazziniere e tutti coloro che si sono succeduti negli anni. Ringrazio Fabrizio Zingone, un grande amico regalatomi dal calcio. Ringrazio gli allenatori: Biagio Lubrano, Mimmo Citarelli, Francesco Cip Cibelli, Giovanni Iovine, ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. E, infine, abbraccio i calciatori, quelli del passato e, soprattutto, quelli di oggi. Grazie a Giovanni Micallo e Ciro Saurino, loro sanno perché. Grazie Lorenzo Costagliola, Tony Costagliola e Gio Cibelli, sono orgoglioso di avervi riportati nella famiglia del Procida. Ringrazio Francesco Lamarra e Giorgio Russo, due ragazzi speciali. Ringrazio Vittorio Lubrano Lavadera, Michele Mammalella, Francesco D’orio, Angiolino Vanzanella, Mario Barone, Giuseppe Sammartano, Matteo Trani, ormai miei fratelli piccoli: nessuno avrebbe scommesso neanche un euro su di loro, gli ho dato un minimo di fiducia e loro mi hanno restituito mille volte tanto. Ringrazio anche Napolitano e RaffaelePianese, che in poco tempo hanno dato tanto dal punto di vista umano, e gli altri calciatori che hanno contribuito in questi mesi alla causa Procida. E poi c’è Fabrizio PocHo Muro, ma quello è un discorso a parte. E ringrazio tutte le persone che sono state vicino a questa squadra, che mi hanno visto piangere e gioire per il Procida. Porterò sempre dentro di me questa fantastica parentesi della mia vita!

Mario Lubrano

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